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Il Tempo 2 Agosto 2009
Casapound occupa il «Palazzo del vescovo»
«Un gesto simbolico e allo stesso tempo dirompente, messo in atto per protestare contro l'improduttiva politica del Comune di Latina nel fronteggiare l'emergenza abitativa». Con questa motivazione gli esponenti di Casapound hanno occupato, ieri, il cosiddetto «palazzo del Vescovo», edificio di via Mameli, in pieno centro storico, da anni abbandonato. «Abbiamo scelto un edificio simbolo del degrado e dell'abbandono della nostra città, un edificio che come tanti altri potrebbe essere utilizzato per dare dignità e rifugio ai troppi cittadini che si trovano a non avere un tetto sopra la propria testa» - ha spietato Enzo Savaresi, responsabile di Casapound. Il gesto di Casapound arriva dopo che sono andati perduti i fondi provenienti dalla Regione per costruire alloggi residenziali pubblici. «Combatteremo questo stato di cose con ogni mezzo, con azioni come queste ma anche con proposte rivoluzionarie come il mutuo sociale» - ha affermato ancora Savaresi, mentre il consigliere comunale dei giovani Carmine Iannaccone ha commentato: «Latina perde i fondi per costruire 660 alloggi di edilizia residenziale pubblica stanziati dalle Regione e i palazzinari esultano». Casapound poi punta l'attenzione sul mutuo sociale, «una proposta lanciata per creare un ente regionale che costruisca case e quartieri a misura d'uomo con soldi pubblici e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie: ovvero una rata di mutuo senza interesse, una rata che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, una rata che viene bloccata in caso di disoccupazione, una rata che non passa attraverso le banche». Casapound ha annun ciato che si farà portavoce anche all'interno del consiglio comunale dei giovani del problema abitativo «e farà ascoltare la voce dei suoi giovani all'interno del Consiglio comunale di Latina».
Latina Oggi 2 Agosto 2009
La casa occupata
Il gesto per protestare contro l’emergenza abitativa
L’AZIONE è stata dimostrativa e simbolica. I militanti di Casapound hanno occupato ieri mattina la «Casa del Vescovo», il palazzo di via Mameli, nel cuore della città, abbandonato ad un destino che nessuno ormai è in grado di poter immaginare. L’immobile è uno dei simboli e dei paradossi di questa città. Abbandonato, come l’ex Icos e altri siti dismessi, trasformati in rifugi di fortuna per disperati e senza tetto. «E’ stato un gesto simbolico - spiegano i militanti in una nota - e allo stesso tempo dirompente, messo in atto per protestare contro l’improduttiva politica del Comune di Latina». I ragazzi di Casapound sono sensibili a un tema tanto caldo come quello della casa, dove trovarne una continua ad essere una autentica impresa. Ieri hanno srotolato uno striscione con su scritto «Mutuo sociale subito», insomma istituire un ente regionale che costruisca case e quartieri a misura d’uomo con denaro pubblico e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie, una rata di mutuo senza interesse e che non supera un quinto delle entrate di una famiglia. La scelta di presentarsi in via Mameli non è stata casuale. Ha un significato e anche profondo. «Sì, perchè questo è un simbolo di degrado e dell’abbandono. E’ un edificio che come tanti potrebbe essere utilizzato per dare dignità e rifugio ai troppi cittadini che si trovano a non avere un tetto sopra la propria testa», osserva Enzo Savaresi, responsabile di Casapound. L’azione dei militanti è scattata ieri mattina, poi poco prima di mezzogiorno sono andati via. Del caso è stata informata la Digos. Non hanno forzato il cancello di ingresso che è sempre aperto, sono saliti e hanno manifestato. «Siamo stanchi di vedere una amministrazione comunale disattendere le aspettative dei propri cittadini con un cinismo che aiuta sempre i soliti noti, costruttori in testa e la vergognosa perdita di fondi provenienti dalla Regione per costruire alloggi residenziali pubblici è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso». I ragazzi di Casapound sono motivati più che mai per portare avanti questa battaglia. «Combatteremo questo stato di cose con ogni mezzo, con azioni come queste anche con proposte rivoluzionarie come il Mutuo Sociale».Con un obiettivo. «Latina deve diventare la prima città di Italia ad applicare questa formula che risolve concretamente il problema casa nel nostro paese», ha concluso Savarese. Già in passato sempre Casapound aveva posto l’accento sull’emergenza casa. «Latina perde i fondi per costruire 660 alloggi di edilizia residenziale pubblica stanziati dalla Regione e i palazzinari esultano» era stato il commento di Carmine Iannaccone, consigliere comunale dei giovani. «Mettendo da parte il nostro scetticismo sulle insufficienti misure adottate dalle varie amministrazioni locali e nazionali per risolvere il problema abitativo, restiamo sconcertati da questo ennesimo passo falso del Comune di Latina».
LA STORIA
PER TUTTI lo stabile abbandonato di via Mameli è «La Casa del Vescovo». La storia di un edificio che continua a mostrare i segni del tempo e dell’incuria è lunga. L’immobile di sei piani era nato con una licenza edilizia del 1968, prima dell’approvazione del Prg di Piccinato. Doveva ospitare una casa dello studente, fu costruito in realtà per ospitare la sede di una banca. Agli inizi degli anni Ottanta questa costruzione dai vetri fumè e in centro, doveva rappresentare la svolta sociale del Comune. Fu chiamata «Casa del Vescovo» perché monsignor Compagnone, al vertice della Chiesa pontina, trovò un accordo con la società Dom, in cambio di uno spazio per la casa dello studente. In quegli anni scattò anche una inchiesta seguita dal sostituto procuratore Alfonso De Paolis. La casa dello studente fu poi bloccata perchè abusiva e rimase così, mai utilizzata. Dieci anni fa l’edificio fu sanato. Poco tempo fa l’ultimo possessore della maggior parte dell’edificio, la Mameli Immobiliare ha sottoscritto una scrittura privata con cui si impegna a cedere il palazzo per tre milioni e 200mila euro alla srl Cosim.
Il Messaggero 30 Gennaio 2009
Casapound "sanato", è polemica
Operazione da 600.000 euro per acquisire lo stabile occupato dal movimento di destra ed evitare lo sgombero
Casapound “sanato”, è polemica
Interrogazione di Mansutti: «Così la legge non è uguale per tutti»
I militanti di Casapound esultano, l’assessore ai servizi sociali Stefano Galetto chiede «quante volte in Italia sono stati aiutati centri sociali di ben altra natura?» e il capogruppo del Pd, Maurizio Mansutti, presenta un’interrogazione. L’acquisizione dello stabile ex Enel occupato due anni fa è al centro di un’aspra polemica. L’esponente del Pd: «Così la legge non è uguale per tutti, creato un pericoloso precedente». L’operazione costerà 600.000 euro.
Per i militanti politici di Casapound è la notizia che segna un traguardo raggiunto, perché l’occupazione è stata «una soluzione ad un disagio diffuso», che a dire del gruppo nulla ha a che vedere con l’illegalità. L’operazione messa in campo per l’occasione da Provincia e Comune, secondo il movimento di destra, apre così la strada alla realizzazione «di altri progetti che la precarietà della situazione non ha permesso di realizzare». E tanto di sostegno all’attività di Casapound arriva anche dall’assessore ai Servizi sociali del Comune Stefano Galetto, che ribadisce come l’acquisto dell’immobile dell’Enel da parte delle due amministrazioni non abbia in sé nulla di scandaloso. «Vogliamo verificare in tutta Italia – commenta – quante volte i rappresentanti delle istituzioni siano andati in soccorsi di centri sociali di ben altra natura? Qui invece non ci sono mai stati problemi legati a disordini o atti di violenza. Non mi sento di condannare l’occupazione di Casapound. Si tratta di ragazzi che hanno svolto attività di sostegno ai bisognosi, impegnati in un’azione a carattere sociale, anche se realizzata attraverso una provocazione come quella dell’occupazione». Così l’ostacolo dell’invasione illegale di uno stabile privato è aggirato. L’acquisto consentirà di evitare lo sgombero e darà anche il tempo a Casapound di organizzarsi per meglio definire attività e progetti.
Nel dettaglio, i costi dell’operazione ammontano ad appena 600.000 euro, 400.000 dei quali saranno sostenuti dalla Provincia che concederà poi la proprietà all’amministrazione comunale. La successiva gestione sarà poi affidata, presumibilmente, ad un bando pubblico rivolto al mondo dell’associazionismo con finalità rigorosamente socio- culturali, assistenziali e di aggregazione. Ma per Casapound non è escluso che ci sia una corsia preferenziale. «Immagino che si possa aprire un ragionamento con i ragazzi – dice Galetto – E se si definisce una situazione di irregolarità non vedo perché procedere a uno sgombero».
Peccato che Casapound non abbia propriamente le caratteristiche di un’associazione di volontariato e che l’operazione non sia lontana dal rischio di creare un precedente, come sottolinea il capogruppo del Pd Maurizio Mansutti. «D’ora in poi chiunque occupa illegalmente un alloggio rischierà, buon per lui, di farla franca, perché ci penseranno Comune e Provincia». Sul caso Mansutti presenta un’interrogazione al sindaco e al presidente del consiglio comunale, chiedendo anche con quali fondi il Comune pensa di provvedere all’acquisto. «Le finalità sociali – prosegue Mansutti – sembrano una foglia di fico: ci sono decine di programmi abitativi fermi nei cassetti del Comune che possono, legittimamente, rispondere al bisogno di case. E come mai poi Zaccheo per avviare l’abbattimento della Svar ha preteso la conferenza dei servizi sull’ordine pubblico e per acquisire la palazzina Enel non ha sentito la stessa necessità? E’ stato invece sufficiente un protocollo, come un contratto tra privati. Due pesi e due misure. La legge, noi pensiamo, è certo lenta, ma uguale per tutti».
Il Messaggero 29 Gennaio 2009
"Sanata" l'occupazione di Casapound
"Non ci sarà mai lo
sgombero di Casapound, anzi da oggi in poi chi a
Latina occupa uno stabile potrà sperare nello stesso
trattamento avuto dall’organizzazione di destra che
due anni fa è entrata nello stabile dell’Enel. Vale
a dire l’acquisizione «per fini sociali» da parte di
Comune e Provincia. Un protocollo d’intesa è stato
firmato nei giorni scorsi, la cifra dell’operazione
è ancora da stabilire, in futuro per la gestione
dello spazio - nel frattempo adibito anche a
ricovero per dei senza casa - sarà pubblicato un
bando. Intanto resta tutto così. «Abbiamo evitato lo
sgombero che avrebbe comportato problemi - spiega
l’assessore provinciale Fabio Bianchi - anche per le
famiglie che vivono lì». A dicembre hanno
festeggiato due anni. Due anni di occupazione di uno
stabile in pieno centro cittadino, di proprietà
dell’Enel, di cui nessuno si era più curato. I
militanti di destra di Casapound, dopo aver ricevuto
il benestare e tanto di attestati di solidarietà e
sostegno da amministratori di destra e di sinistra,
hanno appeso il tricolore alle finestre e lo hanno
reso il loro quartier generale politico, tirandolo a
lucido, creando una personale biblioteca, spazi
ricreativi e anche camere per dormire ed ospitare
famiglie senza alloggio. E salvandosi da ben tre
minacce di sgombero, in realtà mai concretizzate, da
parte dell’ente proprietario dell’edificio.
L’ultima, un mese fa, è stata di nuovo evitata in
extremis grazie all’intervento di Comune e Provincia
e alle trattative in corso tra le due
amministrazioni e l’Enel. La novità è che l’ipotesi
di procedere allo sgombero di un’occupazione abusiva
dello stabile sembra ormai definitivamente
tramontata. Sostituita da un intervento messo in
campo dal sindaco e dal presidente della Provincia
per l’acquisizione dell’edificio, da destinare, come
espressamente indicato, a fini socio culturali e
assistenziali. L’intera operazione è suggellata da
un protocollo d’intesa fresco di stampa e già
siglato dalle due amministrazioni e dall’Enel: la
palazzina di viale XVIII dicembre sarà acquistata e
la sua proprietà passerà poi al Comune che la
destinerà, secondo criteri e modalità da definire,
ai fini indicati nel protocollo. Quanto costerà
l’operazione è ancora da stabilire, sarà certo una
cifra importante, ma per la gestione futura la
strada da seguire, come spiega l’assessore ai
Servizi sociali della Provincia Fabio Bianchi, sarà
con ogni probabilità quella di un bando pubblico
rivolto ad associazioni ed enti in grado di gestire
la struttura. E rivolto anche agli occupanti di
Casapound, che al pari di altri organismi sociali,
potranno partecipare e presentare domanda e
progetti, ma nelle more della preparazione del bando
e dell’iter procedurale che ne segue tutto resta
esattamente com’è adesso e il gruppo potrà
proseguire la sua attività.
Nell’ipotesi poi di un frazionamento dello stabile,
che apre la strada a una gestione multifunzionale di
questo centro sociale, non è detto che i militanti
di Casapound, «che hanno dato la loro adesione alle
finalità stabilite dal Comune», siano mai costretti
a fare la valige. E per sgomberare il campo dal
rischio concreto di creare un pericoloso precedente,
le istituzioni la spiegano così: «Abbiamo evitato –
dice Fabio Bianchi – uno sgombero che non sarebbe
stato pacifico e che avrebbe per di più comportato
la necessità di contenere il disagio delle famiglie
senza casa ospitate nella struttura». Resta il fatto
che da questo momento in poi chi occupa uno stabile
può almeno sperare nello stesso trattamento.
Intanto le attività politiche del gruppo proseguono
a pieno ritmo. Questo pomeriggio alle 18, nella
sede, è prevista la presentazione del dossier sugli
scontri del 29 ottobre scorso di Piazza Navona:
“Comunisti all’assalto di un sogno generazionale”."
Latina Oggi 19 Dicembre 2008
Babbo Natale e il caro vita
Non fosse che ogni volta offrono scorci sempre più impietosi che riflettono la deriva verso cui sembra indirizzata la società attuale, le azioni di protesta messe in piedi dai responsabili di Casapound Latina cominciano ad incuriosire i cittadini del capoluogo. Ai quali sempre più spesso capita di svegliarsi e scoprire statue incappucciate o fontane colme di messaggi d’aiuto. Ieri è toccato a Babbo Natale, icona indiscussa delle festività appena comunciate, ergersi a simbolo della protesta casapoundiana. Morti. Ammazzati, in ogni angolo della città. Strangolati dalla morsa asfissiante della crisi economica in corso. «Scopo della protesta è quello di rompere la retorica natalizia del ‘tutto va bene’ - spiega Enzo Savaresi, responsabile Casapound Latina -. In una fase in cui si dispensano ipocritamente consigli per gli acquisiti di ogni genere e fattura, in un trionfo di quel regno del consumo che proprio in queste settimane entra in una crisi forse irreversibile, abbiamo simbolicamente mostrato l’immagine choc di un Babbo Natale cadavere proprio per sensibilizzare sul momento drammatico che sta vivendo il nostro popolo».
Latina Oggi 5-6 Ottobre 2008

Il Tempo 5 Ottobre 2008
Sgombero rinviato, Casapound è salva!
Erano pronti ad incatenarsi, in segno di protesta contro lo sgombero dello stabile ex Enel di via XVIII dicembre, occupato da quasi due anni. Lo sfratto sarebbe dovuto avvenire domani, ma con 48 ore d'anticipo, proprio l'Enel avrebbe comunicato di voler posticipare di altri tre mesi, l'operazione.
Determinante sarebbe stato l'intervento dell'amministrazione provinciale, che avrebbe mediato fra le parti. «Volevamo legarci con le catene -ha affermato Enzo Savaresi, responsabile di Casapound- per fortuna però, ci sono dei politici che comprendono la nostra causa. Ringrazio il presidente Cusani, un uomo che crede nella politica dei giovani, piuttosto che in quella dei vecchi salotti. Ora ci auguriamo che venga attivato un tavolo di concertazione con le istituzioni, affinchè questi tre mesi non passino inosservati. Vogliamo allestire un asilo nido per bambini ed una palestra. Tutto ciò sarà possibile solo se la struttura verrà definitivamente acquistata dall'Enel». Tra i politici che sostengono le iniziative sociali di Casapound, c'è Cesare Bruni, capogruppo di An al comune di Latina. «Penso si debba trovare una soluzione concertata con i ragazzi di Casapound -ha fatto rilevare Cesare Bruni- credo che lo stabile possa diventare un centro polifunzionale per le attività culturali. Questo gruppo di giovani ha saputo creare dal nulla, una libreria ed una radio, sottraendo lo spazio al degrado. Voglio esprimere la mia personale soddisfazione per l'appello raccolto dal presidente Armando Cusani, dall'assessore Fabio Bianchi, e dall'amministrazione comunale di Latina, a cui va dato il merito di aver evitato lo sgombero». I ragazzi di Casapound hanno raccolto più di 1000 firme contro lo sgombero. I locali dell'ex Enel ospitano il Gruppo soccorso pontino (www.gsplatina.org), associazione composta da 42 persone, e priva di una sede. «Zaccheo ci ha promesso una nuova collocazione -ha detto il responsabile del Gsp, Vincenzo Campo- ad oggi solo Casapound ci garantisce l'ospitalità. Lavoriamo a stretto contatto con i vigili del fuoco e siamo dotati di 4 automezzi e 3 autovetture Pk anti-incendio». Il 26 ottobre il gruppo di soccorso pontino organizzerà una manifestazione dal titolo «Anche i bambini soccorrono».
LETTERA APERTA. O
meglio, invito alla riflessione
Il sei ottobre prossimo, è previsto lo
sgombero di Casa Pound a Latina.
Non servirebbero tante parole. E’ una
occupazione di uno spazio abbandonato. Ora
dopo due anni, tutti hanno potuto vedere
quanto questi giovani hanno realizzato. Ma
si sa, in Italia vige da sempre il “due pesi
e due misure”.
A Latina si sgombera, a Roma, Milano,
Padova, ed in un’altra marea di città, no.
il bello è che tutti dicono di tenere alle
sorti dei giovani. E “questi qui” cosa
sono???
Dice: i giovani oggi sono vuoti, senza
ideali, senza spirito si iniziativa, dediti
ai “sabato sera”, alla droga, all’alcool, e
chi più ne ha più ne metta.
“questi qui” comunque si impegnano, lo
potrebbero fare meglio, in modo più
produttivo, culturalmente più elevato. Ma,
insomma, “questi qui”, fanno. E se hanno
aiutato una trentina di famiglie in questi
due anni, non possiamo proprio non
considerarlo.
E dopo che gli facciamo fare?? Cosa
porteranno con loro di questa esperienza??
E la politica dov’è?? Eppure c’è stato un
momento, prima delle elezioni comunali, dove
tutti li cercavano e, purtroppo, li
illudevano.
Ed allora, non servirebbero tante parole, ma
solo UNO SPAZIO dove farli continuare a
“fare”.
Ma quante fantomatiche associazioni
culturali vengono finanziate??
Ed allora aiutiamoli a trasformare Casa
Pound in una associazione culturale.
Aiutiamo questi giovani a non disperdersi,
in tutti i sensi. Pensate che hanno dedicato
ad Ezra Pound, uno dei più grandi del
novecento, questa loro esperienza. Uno che
metteva prima l’uomo e dopo l’economia.
Molto semplicemente, sosteniamo “chi fa”.
Siamo stati tutti giovani. In epoche
diverse, certo. Ma tutti sappiamo che certe
pulsioni orientate verso l’impegno sociale o
politico, vanno alimentate proprio per non
lasciare che i “sabato sera” siano la sola
possibilità di oggi.
E ve lo dice uno che da oltre dieci anni
osserva la gioventù, e non solo, da una
postazione privilegiata per capire cosa
succede.
Caro Sindaco, fai qualcosa. Tu lo puoi fare.
Grazie per l’ospitalità.
Ferdinando Parisella, anni 52 e mezzo
SOLUZIONE PER
CASAPOUND
Il 6 ottobre
prossimo è previsto lo sgombero di CASAPOUND
di viale XVIII Dicembre a Latina e nel
mentre si ipotizza la nascita di un museo
sulla Repubblica Sociale Italiana nella
nostra città..
In una città che
soffre di scarsi servizi al cittadino a
partire dalle disponibilità negli asili nido
a finire nella scarsa presenza per le strade
di agenti di polizia municipale, Casapound
dal 26 dicembre 2006, data dell'occupazione
dello stabile che la ospita, è stata vicina
ai bisogni della gente comune e di quelle
persone che più hanno avuto e hanno bisogno
di affiancamento e sostegno .
Lo stabile
curato e gestito da ragazzi, che a parte le
collocazioni ideologico-politiche fanno
opera sociale, ospita ben 10 nuclei
familiari che non hanno un tetto,
concittadini che soffrono l'emergenza
abitativa e che senza un tetto avevano
alternative poco edificanti che li avrebbe
posti in ulteriore difficoltà.
Inoltre, i
ragazzi ospitano un nucleo attivo di
Protezione Civile, sofferente della
insufficiente attenzione da parte di Enti
Pubblici che ancora oggi non riescono a dar
loro una sistemazione logistica adeguata.
Diverse poi le
attività da Casapound organizzate in questi
mesi quali momenti di aggregazione sociale
per anziani, cineforum , convegni .
Noi riconosciamo
il loro impegno e la loro azione e certo ci
importa poco che si dicano di destra o di
sinistra.
I ragazzi hanno
supplito in questi mesi quanto le
amministrazioni pubbliche, per scarsità di
mezzi, non riescono a fare per i cittadini
meno abbienti, hanno fatto così come fanno
altre istituzioni quali soggetti religiosi o
associazioni no-profit, va a loro dato
merito e modo di continuare un'opera
meritoria trovando sistemazione logistica
che gli permetta di proseguire nella azione
sociale che hanno svolto e svolgono.
Il 6 ottobre
2008 è previsto lo sgombero dei ragazzi di
Casapound, ma si cerca la sistemazione per
un museo tematico che con la storia di
Latina ha a che fare veramente poco. La RSI
di cui anche un ex sindaco vuole il museo
qui, non hai mai inglobato la nostra città
ed è un capitolo storico che : o va inserito
in un contesto geografico diverso o in un
contesto storico e di conoscenze più ampio
quale quello della storia del regime
fascista e della guerra civile nel nostro
paese, riconoscendo la buona fede e l'onore
di quei ragazzi che hanno combattuto a
fianco dei nazisti e riconoscendo anche che
quei ragazzi fecero una scelta sbagliata.
Sarebbe meglio
donare quanto sulla RSI si possiede ad un
istituendo museo sulle rive del Garda ed
invece pianificare la costruzione di un
museo strutturato su LITTORIA-LATINA e sugli
interventi di bonifica nelle nostre terre,
storia di speranza per molte genti venute
dal centro e nord di Italia. Ma prima meglio
sarebbe dare precedenza a chi sul territorio
aiuta i propri concittadini, garantire gli
strumenti logistici ai ragazzi di CasaPound.
Un vostro
intervento per la ricerca di locali adeguati
per i ragazzi di CasaPound sarebbe un segno
tangibile della vicinanza delle istituzioni
verso chi tiene alla tenuta sociale della
nostra comunità.
Fabrizio Vitali
consigliere
provinciale Latina
Un mutuo che ha valore
Salviamo l'Alitalia, noi diciamo salviamo
Casa Pound. Da tempo l'argomento di tutti i
media italiani è rivolto al salvataggio
della compagnia aerea nazionale. Tutti si
sbracciano ad avere un ruolo nella vicenda,
alcuni si prendono, debitamente o meno poco
importa, i meriti dell'accordo.
A Latina lo sgombro di Casa Paound è
imminente, ad oggi "le Istituzioni" e i loro
massimi rappresentanti rimangono in
silenzio. Sono le stesse persone che nella
campagna elettorale amministrativa promisero
ai ragazzi di Casa Pound di tutto e di più.
Questi ragazzi hanno fatto cose concrete,
ospitando
famiglie e persone senza dimora, hanno fatto
di un rudere in pieno centro della città un
punto d'incontro per tanti giovani. Di cose
concrete i politicanti di mestiere, tra
conferenze stampa farsa, progetti e
plastici, non ne hanno fatto alcuna in
materia di case popolari. Noi de La Destra
non facciamo appelli, indichiamo una
soluzione concreta e percorribile. Il comune
di Latina non si spaventi di fare un mutuo
in più, dopo quelli per l'ICOS e per la
cosiddetta metropolitana leggera, ne faccia
uno per l'acquisto dell'immobile che ospita
Casa Pound, sempre che qualcuno non
voglia fare del sito, l'ennesimo spazio
commerciale. Il sindaco si prenda la
responsabilità di decidere, ma subito.
Salviamo Casa Pound, è un patrimonio di
tutta la città e per noi sarà motivo di
lotta politica se non si fermerà lo sgombro.
Non ci resta che attendere.
Nando Cappelletti (La Destra)
Latina Oggi 11 Luglio 2008
Sos, messaggi in bottiglia
A centinaia lasciati a galleggiare nella fontana di piazza del Popolo. Azione dei militanti di Casapound a favore del diritto alla casa
PIAZZA del Popolo come Trinità dei Monti o Fontana di Trevi.
Questa mattina i Latinensi si sono svegliati con la sorpresa di vedere la palla circondata da centinaia di bottiglie di plastica galleggianti nella fontana. Il dubbio sulle cause del fenomeno è stato subito sciolto dagli stessi autori, i giovani di Casapound, che ancora una volta hanno voluto richiamare l'attenzione sulla loro battaglia in favore del diritto di tutti alla casa.
Le bottiglie, infatti, recavano al loro interno bigliettini d’aiuto, che rispecchiano i pensieri ed i bisogni della cittadinanza.
Con questa azione, i militanti di Casapound hanno voluto creare un accostamento tra «il naufrago che chiede aiuto e chi aspetta una casa popolare, che ormai si sente abbandonato sull'isola deserta in cui si è trasformata la nostra città, impegnata solo a fare affari con i palazzinari che
la fanno da padroni». Una forma originale di protesta, capace di ottenere lo scopo senza creare disagi alla cittadinanza.
«Un'azione - ribadiscono – che tende nuovamente a portare al centro dell'attenzione la situazione di forte emergenza abitativa che Latina vive ormai da anni, nonché l'imminente sgombero di Casapound. Un problema, quello della casa, su cui il Comune si lancia con proclami altisonanti in vista delle prossime elezioni provinciali ma che non trova riscontri a livello pratico.
In una città dove un piano di edilizia popolare manca da 40 anni, è doveroso portare avanti questa battaglia».
Il Nuovo Territorio 11 Luglio 2008
Message in a bottle
A Roma la fontana progettata da Nicolò Salvi e famosa in tutto il mondo per le forme bagnate di Anita Ekberg, icona de ‘La dolce vita’, ha visto alcuni operatori dei centri sociali tuffarsi per protestare nei confronti del Comune di Roma richiedendo maggiore attenzione per il proprio lavoro e maggiori fondi per la propria attività. A Latina, invece, nella piazza e nella fontana disegnate da Oriolo Frezzotti i ‘disobbedienti’ di destra come Casa Pound hanno gettato in acqua centinaia di bottigliette di plastica vuote contenenti diversi messaggi d’aiuto. Ecco così gli sms di carta del terzo millennio inviati da autentici naufraghi abbandonati tra i flutti dell’edilizia direttamente spediti al Palazzo, a loro dire insensibile verso le richieste di soccorso per chi chiede una casa (popolare), una protesta inevitabilmente allargata anche al caro mutui che imperversa in tutta Italia e che porterà a settembre obbligatoriamente gli istituti bancari a rinegoziare i contratti; una protesta che si allarga alla mancanza dell’attuazione di un piano residenziale pubblico. La protesta assume un valore simbolico forte e possiede nel gesto anche una sua profonda dignità: niente urla o strepiti, niente violenze di sorta, nessuna forma di teppismo diffuso, ma “soltanto innocue bottigliette di plastica” che sono state rimosse senza difficoltà. I ragazzi di Casa Pound hanno ribattezzato l’azione come ‘squadrismo mediatico’: di acqua (è il caso di dirlo) dai tempi dell’olio di ricino ne è passata sotto i ponti, i giovani virgulti oggi evidentemente preferiscono agire con intelligenza e con un’azione collettiva che provoca un impatto mediatico non violento ed efficace.
Se l’effetto rosso sangue tramite l’anilina versata nella fontana di Trevi da parte dell’Azione futurista nello scorso ottobre era stata determinata dalla ipotetica scarsa qualità del festival del cinema romano, qui, siamo di fronte a problematiche ben più gravi che investono Latina nel particolare (sono 40 anni che non viene attuato oggettivamente un piano di edilizia residenziale pubblica) e l’Italia in generale (i mutui a tasso variabile che stanno mettendo in ginocchio le famiglie monoreddito). Per ora le denunce restano garbate.
Per ora.
Il Tempo 5 aprile 2008
Storace a Latina esalta Casapound
Sa di giocare una partita difficile, ma sembra avere l'entusiasmo e la convinzione necessaria per fare l'impresa. Il senatore Francesco Storace è stato accolto da centinaia di sostenitori (almeno 400) nella sala conferenze del PalaCultura.
Prima aveva fatto capolino a Casapound. «I politici italiani dovrebbero fare un pellegrinaggio presso quest'edificio» ha detto alla platea. Valori e diritti sociali le sue priorità.
Latina Oggi 5 aprile 2008
Storace visita Casapound: ragazzi da elogiare
«BUONA destra a tutti». Ha salutato così Francesco Storace i simpatizzanti che ieri sedevano nella sala conferenze del Palacultura. Oltre un’ora di discorso nel corso del quale ha scaldato più volte i cuori della platea, concedendosi anche le immancabili battute. Il tour pontino di Storace è iniziato al sud, a Gaeta e Formia, per concludersi nel capoluogo, dove ha visitato Casapound («dove un gruppo di ragazzi danno una speranza a chi la casa non ce l’ha») per poi concedersi il bagno di folla al palacultura.
La provincia 29 marzo 2008
Data alle fiamme l'auto di Savaresi
La notte tra il 27/28 Marzo 2008 e' avvenuto a Latina un atto becero e meschino, che ricorda atti intimidatori che avvenivano ventenni orsono e mai tramontati per i nostri avversari politici, nei riguardi di Enzo Savaresi resp. Di Casapound Latina, al quale veniva data alle fiamme la sua vettura parcheggiata sotto la sua abitazione distruggendola.
Il dirigente Provinciale della Fiamma Tricolore Augusto Rossi unitamente al dirigente Provinciale della Destra Stefano Orsini esprimono solidarieta' e estremo dispiacere per l'accaduto.
Sperando che non sia l' avvisaglia di un ritorno al passato che noi abiuriamo e condanniamo!
CICCONE: CONTRO ENZO SAVARESI UN GESTO VILE
“Il gesto ai danni di Enzo Savaresi è l’ennesima dimostrazione di stupidità di una parte politica che ormai non ha altri mezzi di confronto se non quelli della violenza e dell’odio”. Dure le parole del candidato de “La Destra-Fiamma Tricolore” MASSIMO CICCONE , riguardo al codardo attentato incendiario all’automobile del responsabile di Casapound, Enzo Savaresi . “Sappiamo che molte persone sono infastidite dalla nostra opera ma non ci aspettavamo tanta viltà. Il nostro ambiente non è nuovo a subire atti di intimidazione da più parti, ma nonostante ciò portiamo avanti le nostre battaglie a testa alta senza lasciarci spaventare da nessuno e anche questa volta non indietreggeremo di un solo passo”. Ciccone inoltre incalza sul ruolo dei media “Se questo gesto fosse stato compiuto ai danni di qualche esponente della sinistra, i media nazionali avrebbero subito riportato la notizia, magari ampliandole e facendo i soliti ricami giornalistici contro di noi. Ma se ad essere vittima è uno dei ragazzi dell’estrema destra allora l’ordine tassativo è “Tacere”, dimostrando sempre di più come in questo paese esistano due pesi e due misure anche davanti a fatti del genere. Una vera vergogna. Con queste parole intendo inoltre esprimere la mia più totale solidarietà nei confronti di Enzo Savaresi, invitando i politici locali e non a prendere una posizione di netta e ferma condanna”.
Latina Oggi 29 marzo 2008
Attentato incendiario,Casapound nel mirino
ATTENTATO incendiario nella notte a Latina ai danni del responsabile di Casa Pound di Latina, Enzo Savaresi.
La sua auto, una Peugeout, è stata presa di mira da qualcuno che ha cosparso di liquido infiammabile il cofano, la vettura è stata seriamente danneggiata, nelle vicinanze del rogo è stata trovata una bottiglia di plastica vuota, utilizzata per appiccare il fuoco. Le indagini sono condotte dagli agenti della Digos di Latina. «E’ un gesto becero tipico di chi senza idee con cui confrontarsi ricorre all’odio e all’intimidazione - commenta Enzo Savaresi - se credono che un gesto del genere mi intimidisca si sbagliano alla grande. Faccio politica da anni, sono consapevole che si corrono rischi quando ci si schiera in prima persona ma ciò che è avvenuto è solo una barbaria in piena regola». Non sono mancati gli attestati di solidarietà a Savaresi. «E’ un attacco becero e meschino che ricorda atti intimidatori di venti anni fa», dicono in coro Augusto Rossi dirigente della Fiamma Tricolore e Stefano Orsini dirigente provinciale de La Destra. Sul caso interviene anche Massimo Ciccone, candidato de La Destra Fiamma Tricolore. «E’ stato un gesto vile ed è la dimostrazione di stupidità di una parte politica che ormai non ha altri mezzi di confronto.
Il Messaggero 29 marzo 2008
Fiamme dolose, danneggiata l’auto del coordinatore di Casapound a Latina
«Un gesto becero, tipico di chi, senza idee con cui confrontarsi ricorre all'odio e all'intimidazione. Ma se credono d’intimidirmi si sbagliano». Enzo Savaresi, responsabile di Casapound a Latina, commenta così l’incendio doloso ai danni della sua auto una Peugeot 206 avvenuto la notte scorsa nel capoluogo sotto l’abitazione di Savaresi. La Digos, coordinata dal vicequestore Michele Viola, ha avviato una prima indagine. I danni alla vettura, comunque, hanno riguardato il cofano sul quale sarebbe stato cosparso liquido infiammabile.
La Provincia 27 febbraio 2008
Costanzo, come non dare ragione a Casa Pound?
Fabrizio Vitali(PD): «Buttiamo soldi per il nuovo direttore. Mentre altri settori non hanno un euro»
Come non guardare all’azione dei ragazzi di CasaPound. Scrive Fabrizio Vitali: «700mila euro a Maurizio Costanzo a fronte dello sfratto dato ai ragazzi che occupano dal 29 dicembre 2006 i locali dell’ex Enel in viale XVIII Dicembre a Latina, che è bene far sapere a tutti alleviano il disagio di cittadini senza casa, sembra essere un fatto normale. Così rientrano in statistica le promesse inevase e gli ammiccamenti elettorali ai quali i ragazzi hanno creduto nel 2007. Tutto sembra sciogliersi ulteriormente di fronte alla nuova operazione mediatica della chiamata del signore coi baffi, mentre magari il sito ufficiale del palazzo della cultura non mostra più nulla se non la dicitura “scaduto”. Latina continua nella sua politica di spreco che non è solo spreco, ma anche di detrazione di risorse da “cose” che sono servizio essenziale alla città. Con ciò non per dire che i ragazzi di CasaPound sono un ente gestore di servizi perché questi li dovrebbe proprio fornire il Comune di Latina in sinergia con gli altri Enti superiori, ma in questo caso da mesi svolgono una azione, seppur parziale, di meritevole supplenza. Non sarà un caso o lo sarà che per tanti anni a Latina non si sono assegnati terreni per l’edilizia residenziale pubblica a Latina ? Eppure l’emergenza abitativa a Latina per chi non si può permettere né di comprare né di affittare una casa c’è. Sprechiamo e lo facciamo pure bene, così tartassiamo senza averne ragione così come con i rifiuti e la nuova numerazione civica. E la nostra collettività comunale è pure in grado di anteporre al completamento di servizi l’opera meritoria di aver “ospitato” Vasco. Vasco e Costanzo, ovviamente, non hanno colpe in tutto ciò se non quella di far parte, come tutti o forse quasi tutti, di un sistema che antepone lucro e business a servizi essenziali dei cittadini. Non riusciamo ad immaginarci gli incolpevoli Vasco e Costanzo rinunciare alle loro prebende per devolverle in servizi per Latina. Non sono i ragazzi di CasaPound che devono supplire le assenze di una amministrazione seppur come detto hanno fatto parzialmente e meritoriamente fanno sulla questione emergenza abitativa per i meno abbienti, ma loro mettono in chiaro quanto tale assenza sia reale e quanto sia imperante il mal costume dello spreco e dell’apparire anche nella nostra città. Nulla di ideologico perché è chiaro che un servizio reso ai cittadini non dovrebbe avere i caratteri ideologici, ma semplicemente quelli del servizio alla comunità e ai quei cittadini che nella comunità hanno meno mezzi a disposizione per assicurarsi una vita equa e dignitosa».
Latina Oggi 25 febbraio 2008
Sipario su Costanzo, show di Casapound
Un blitz in piena regola quello messo in atto ieri dai ragazzi di Casapound e dai militanti di Fiamma tricolore. Un’azione dimostrativa nel corso della presentazione del nuovo direttore artistico del teatro di Latina Maurizio Costanzo, che ha fatto scomodare gli uffici della Digos del capoluogo, che hanno aperto un’indagine sui fatti per individuare i responsabili. Ma cosa è successo ieri mattina poco dopo le ore 12 all’interno del teatro D’Annunzio? La protesta dei ragazzi di Casapound e Fiamma tricolore è durata pochi minuti, un paio al massimo. I ragazzi sono entrati dagli ingressi laterali del teatro, percorrendo i corridoi delle uscite di sicurezza. Una volta entrati in platea hanno lanciato sul pubblico dei volantini con scritto: «Costanzo Sciò» ed un breve inciso sul problema del mutuo sociale. Lo stesso slogan «Cosanzo Sciò» è stato scritto sullo striscione srotolato sotto il palco sul quale da pochi minuti era iniziata la presentazione del direttore artistico Maurizio Costanzo. Il tutto al grido di: «mutuo sociale emergenza nazionale». I fatti si sono svolti sotto gli sguardi attoniti ed impotenti del sindaco Vincenzo Zaccheo, degli assessori Creo e Galardo e del direttore artistico Maurizio Costanzo, finito nel mirino degli attivisti di Fiamma tricolore suo malgrado, dal momento che i ragazzi contestano la spesa sostenuta dall’amministrazione comunale per ingaggiare l’anchorman, piuttosto che investire quei soldi per il problema dell’emergenza abitativa. Terminata la loro azione dimostrativa, i ragazzi di Casapound e Fiamma tricolore si sono dileguati dalle uscite di emergenza, facendo perdere le proprie tracce. In teatro era presente anche il Prefetto di Latina Bruno Frattasi, il quale non deve aver certamente gradito la facilità con cui i ragazzi sono riusciti a mettere in atto questa loro protesta. Inevitabile l’imbarazzo dei presenti, in particolare del sindaco Zaccheo e dell’assessore Galardo che in quel momento aveva la parola. Più sereno invece lo stesso Costanzo che nel suo intervento ha commentato l’accaduto dicendo che «episodi come questo ci possono anche stare, in quanto vanno a sollevare problematiche evidentemente sentite da parte dell’opinione pubblica». Per quel che riguarda i suoi compensi l’anchorman ha ricordato come «spesso ho destinato i soldi per i miei incarichi a sostegno di attività teatrali, troppo spesso prive dei finanziamenti necessari per poter operare». Il video della contestazione dei ragazzi di Casapound e Fiamma tricolore è stato messo su Youtube e nella sola giornata di ieri ha fatto segnare già 225 visualizzazioni. Sul caso, come detto, è stata aperta una indagine da parte della Digos.
Il Messaggero 25 febbraio 2008
Scatta il Blitz di Fiamma e Casapound
E’ durato pochi secondi, il tempo di srotolare uno striscione con scritto “Costanzo sciò”, urlare slogan sul mutuo sociale e gettare in aria i volantini contro il nuovo direttore della fondazione. Toccata e fuga per i giovani di Fiamma tricolore e Casapound, una quindicina in tutto, che hanno interrotto la presentazione a teatro. Ottenuto il loro risultato sono fuggiti di corsa e hanno fatto perdere le loro tracce. Una messinscena che non ha fatto fare una bella figura ma che poteva essere messa in conto. Già all’annuncio che Costanzo avrebbe fatto il direttore artistico avevano contestato, poi non perdono occasione - fosse il Consiglio comunale o “Latina fiori” - per rilanciare le loro battaglie legate alla casa. Ieri mattina, approfittando del fatto che ormai le conferenze stampa sono pubbliche se non addirittura con sostenitori al seguito, i ragazzi della Fiamma tricolore e di Casapound hanno portato il loro striscione indisturbati dentro al “D’Annunzio” e ottenuto ciò che volevano. Maurizio Costanzo l’ha presa “sportivamente”, di certo la figura che ha fatto Latina non è stata delle migliori. Se doveva essere previsto o meno un servizio d’ordine è questione tecnica, di certo il prefetto Bruno Frattasi - che da ospite alla cerimonia è dovuto uscire e intervenire in “prima linea” per capire cosa stesse accadendo - si è fatto sentire con i vertici delle forze dell’ordine. Pochi minuti dopo intorno al teatro c’erano una pattuglia dei carabinieri, due “volanti” e gli uomini della Digos. Dei ragazzi della Fiamma e di Casapound neanche l’ombra. Forse erano già impegnati a mandare il comunicato ufficiale e mettere il video del blitz sul portale on-line youtube (http://it.youtube.com/watch?v=svU6qNqguBU) con tanto di colonna sonora. Un’azione evidentemente studiata nei minimi particolari, con la possibilità di entrare e agire senza problemi al “D’Annunzio”.
D’altro canto occupano abusivamente la struttura ex Enel da oltre un anno e non sono stati sgomberati come accade a chi entra senza titolo in una casa dell’Inpdap, per esempio. Non solo, hanno ricevuto - anche da alcuni autorevoli esponenti della politica locale - sostegno e solidarietà a più riprese. Per l’occupazione e per le loro battaglie. Uno striscione che guasta la festa è il minimo che ci si potesse aspettare.
La Provincia 25 febbraio 2008
“Costanzo Sciò”, Casapound interrompe la festa
Fuoriprogramma di Fiamma Tricolore, imbarazzo in sala
Non se l’aspettavano e sui loro volti è passata per cinque gelidi minuti un’ombra di preoccupazione e disagio. Zaccheo, Galardo e l’organizzazione avevano messo a punto tutto ma nei meccanismi ben oliatidell’evento non avevano considerato l’imprevisto.
Un fuoriprogramma a firma Fiamma Tricolore ha interrotto la presentazione di Maurizio Costanzo al teatro D’Annunzio. Mentre parlava l’assessore Galardo alcuni attivisti del movimento e di Casapound, l’associazione per il diritto alla casa che è a rischio sfratto dalla palazzina occupata dell’ex enel, sono “comparsi” silenziosamente sotto al palco e hanno esposto uno striscione con l’eloquente scritta “Costanzo sciò”. A quel punto la protesta è esplosa al grido “Mutuo Sociale, urgenza nazionale” e i manifestanti hanno lanciato dei volantini tra il pubblico nei quali si protestava contro l’ingaggio da 100mila euro l’anno del neodirettore artistico e si chiedeva maggiore rispetto per le famiglie senza casa ”Non tolleriamo - si legge nel volantino - che si possano spendere 100.000 € l’anno per un uomo, Maurizio Costanzo, noto lottizzatore di teatri, sacrificando oltre che talenti locali, che meglio avrebbero potuto rappresentare la cultura pontina, anche soldi utilizzabili per alleviare le sofferenze di quella fetta di cittadinanza disagiata.
La ristrutturazione del teatro puo’ aspettare, le famiglie senza tetto costrette a dormire su una panchina no! I 700.000 € dati dalla regione come merce di scambio per l’uomo con i baffi possono essere utilizzati per l’ acquisto di Casapound dando cosi’ sicurezza alle famiglie che vi abitano dentro e con i restanti pensare di iniziar finalmente ad acquistare terreni edificabili a scopo popolare con la formula del MUTUO SOCIALE. Invitiamo tutti questi uomini di pseudo cultura, a dormire per una settimana dentro la propria auto che, anche se lussuosa, non darà loro degno appagamento”.
Dopo l’iniziale imbarazzo Zaccheo si è alzato invitandoli ad uscire e il gruppo successivamente si è dileguato. Ora la Digos sta vagliando la posizione di alcuni di loro. “Gli spettacoli a teatro di solito non si interrompono – ha commentato Costanzo – ma le interruzioni sono nella vita e nella natura delle cose: quale migliore riflettore che questo e se c’e’ una protesta sociale è giusto anche che abbia il suo spazio”. Il momento di empasse sfila via, resta il sudore freddo sui volti delle autorità ma solo per qualche minuto, che la festa continui.
Parvapolis.it 16 gennaio 2008
Rinviato lo sgombero di Casa Pound. «Ma ora aspettiamo i fatti»
«Aspettiamo che Comune e Provincia comprino la struttura e ce la assegnino»
La Fiamma Tricolore e Casa Pound appresa la notizia del rinvio dello sgombero ritengono opportuno esprimere delle considerazioni a riguardo. Se pur dopo molti atti dimostrativi da parte nostra, l’amministrazione comunale e provinciale sembra aver imboccato finalmente l’unica strada percorribile per risolvere questa vicenda. Pur rimanendo con i piedi per terra aspettiamo l’ufficializzazione dell’acquisto dell’immobile di Viale XVIII Dicembre e la successiva assegnazione della struttura a chi da oltre un anno sta portando avanti battaglie sociali e culturali serie e costruttive. Se tutto ciò non dovesse essere realizzato continueremo a difendere ad oltranza e con ogni mezzo questo palazzo. Ci meravigliamo ancora come l' opposizione di sinistra e quella Cirilliana, che del sociale ne dovrebbero far bandiera, abbiano, compreso il presidente dell'ATER Claudio Lecce, che ancora non ha spiegato ai cittadini il perche' non si sia dimesso, sfruttato tutto cio' solo per fini elettorali. Una opposizione che si rispetti dovrebbe essere propositiva e magari intervenire dove ci siano lacune e non fare del populismo gratuito solo per conquistare maggiore elettorato. Da questo rinvio, che non deve essere una fine, ma un inizio, partiranno una serie di iniziative sociali e culturali. La creazione di una palestra popolare è quasi ultimata in più si sta valutando anche la costituzione di una compagnia teatrale che possa ospitare, dalla prossima primavera,persone meno abbienti, a prezzi popolari e non e' escluso in collaborazione con Enrico Montesano, uno dei pochissimi personaggi che si e' fatto portavoce di una “cultura per tutti” spendendo parole anche a favore di Casa Pound. Ora ci aspettiamo dal comune e dalla provincia vero senso di responsabilità, senso di responsabilità che ci permetta di continuare a poter aiutare il popolo italiano.
La Provincia 12 gennaio 2008
Niente sgombero
Una proroga di tre mesi in favore di Casa Pound, l’accordo tra Provincia e Comune per l’acquisizione.
La data dello sgombero di Casa Pound si allontana sempre più. Gli occupanti dell’immobile di proprietà dell’Enel servizi hanno infatti ricevuto ieri la notizia di una proroga di tre mesi. “La Questura – ha spiegato Enzo Savaresi di Casa Pound – ci ha informato che il 15 Gennaio non avverrà lo sgombero, perche il tutto è stato rimandato alla metà di Aprile”. La ragione del rinvio è da ricercare nell’accordo stretto tra la Provincia ed il Comune per l’acquisizione dell’immobile. “A dire la verità – ha poi dichiarato Savaresi – non ci è stata data alcuna comunicazione ufficiale circa la volontà delle due Amministrazioni di comprare l’edificio, tuttavia se così fosse si tratterebbe di una svolta. Non vogliamo illuderci, però, perche finora sono state tante le promesse dei politici e se anche questa volta ci trovassimo di fronte alla solita parola mancata continueremo comunque la nostra lotta e difenderemmo il palazzo perche Casa Pound è il simbolo dell’emergenza abitativa che le Amministrazioni sembrano voler ignorare”.
La notizia dell’acquisizione tuttavia non è una voce di corridoio né proviene da una fonte ufficiale. A confermare il progetto, l’assessore ai servizi sociali della Provincia di Latina, Fabio Bianchi. “Nei giorni scorsi – ha raccontato Bianchi – la Provincia ed il Comune hanno indirizzato una lettera all’Enel servizi in cui si chiede l’apertura di una trattativa al fine di acquisire lo stabile occupato. Nel frattempo il primo obbiettivo per mantenere in vita Casa Pound è stato centrato: il 15 Gennaio non ci sarà alcuno sgombero, poiché, in virtù della proposta di acquisto, è stata ottenuto una proroga del provvedimento”. Si attende adesso la replica dell’Enel. “L’auspicio è che la risposta dell’Enel servizi – ha chiosato l’assessore – arrivi a breve e che ci siano i margini economici per acquisire il palazzo”. Al di là delle intenzioni di Provincia e Comune, resta l’incognita circa il costo dell’operazione, che verrà stabilito dall’Enel. “Sebbene non si conoscano ancora le rivendicazioni economiche del bene, esiste comunque – ha continuato Bianchi – uno studio di fattibilità realizzato dall’Amministrazione provinciale per utilizzare l’immobile di Viale XVIII Dicembre a fini sociali. Non dimentichiamo infatti che si tratta di un edificio che sorge nel cuore della città, che occupa una posizione strategica e che per questo riceverà una destinazione in ambito sociale. D’altro canto i ragazzi di Casa Pound hanno fatto emergere un problema reale e stanno portando avanti numerose iniziative meritorie.
La Provincia 11 gennaio 2008
Casa Pound, Provincia e Comune verso l'acquisto
Latina (11/01/2008) - Potrebbe avere un lieto fine la lunga storia di Casa Pound. Si affaccia all'orizzonte, infatti, l'ipotesi di acquisto da parte dell'amministrazione provinciale e di quella comunale. Tra gli altri enti interessati, ricordiamo, c'era anche l'Ater, ma l'impossibilità pratica di dare seguito all'operazione, ha scatenato Cusani e Zaccheo lanciandoli nella trattativa. E' di pochi giorni fa l'invio di una nota da parte di Comune e Provincia all'Enel Servizi per aprire una trattativa concreta. Esiste già, da parte dell'amministrazione provinciale, uno studio di fattibilità che permetterebbe allo stabile occupato di essere utilizzato ufficialmente a fini sociali. Gli incontri si sono intensificati, al pari dell'interessamento del Prefetto, poichè il 15 gennaio rimane una data preoccupante: ci sarà lo sgombero.
Per quel giorno, infatti, l'ufficiale giudiziario
avrà preallertato la forza pubblica richiedendone l'assistenza. Nel caso in cui gli attuali occupanti rifiutino di lasciare l'immobile di via XVIII
Dicembre ,si procederà allo sgombero forzato tramite l'intervento delle forze dell'ordine.
Ricordiamo che l'occupazione è avvenuta il 29 dicembre scorso per iniziativa di un gruppo di giovani legati al movimento di destra "Croce Maestrale". Poi, il 19 luglio il Giudice Minunni ha emesso l'ordinanza di sgombero della palazzina chiesta dalla "Dalmazia Trieste srl" (una società del gruppo Enel) che è stata notificata agli occupanti alla fine di settembre scorso.
L'occupazione dell'immobile è diventata un vero e proprio caso politico poiché ha portato alla ribalta una problematica delicata come l'accesso
alla casa per le fasce sociali meno abbienti.
I politici di vari schieramenti si sono espressi in vario modo su questa vicenda, che peraltro segna una sorta di primato in città. Infatti, gli occupanti hanno definito Casa Pound un "centro sociale", il primo della città e per giunta di destra. Con il
loro ingresso di fatto hanno dato una vera e propria ripulita alla palazzina che versava in stato di abbandono dopo la dismissione da parte dell'Enel
che in questa sede storica aveva una parte dei suoi uffici cittadini. E di vero centro sociale si è trattato, esportato dalla Capitale dove hanno operato in simili condizioni i seguaci del mutuo sociale ispiratisi ad Ezra Pound, fautore di un'economia libera dal profitto e di certezze minime per tutti.
In questi mesi gli animatori di Casa Pound si sono adoperati per offrire ospitalità a cittadini in difficoltà, garantendo un tetto e cibo. Molte le iniziative culturali e di sensibilizzazione, altrettante le polemiche nei confronti della politica interessata. Durante l'ultima campagna elettorale, infatti, l'esperienza dei ragazzi di destra aveva ottenuto unanime consenso. Dopo di che il vuoto. Non da ultimo la polemica nei confronti dell'amministrazione provinciale e del presidente Armando Cusani, reo di non aver mai espresso alcuna opinione sulla vicenda. Invece la sospresa.E' stata proprio la Provincia, per via dell'assessore Fabio Bianchi a guidare la cordata che dovrebbe portare all'acquisto.
Latina Oggi 05 gennaio 2008
La Provincia a Casa Pound
Ormai stiamo sfiorando il colmo. Dopo la protezione civile Gsp ospitata nei giorni, ieri i ragazzi di casa Pound sono stati contattati anche dalla Provincia di Latina, che ha chiesto loro di ospitare una persona senza casa, che da anni viveva nell’ex stabile Icos. Come dire, siamo al paradosso, con le istituzioni pubbliche che chiedono aiuto a chi occupa e si è posto da tempo in regime di illegalità.
La cosa che però fa più rabbia è che l’amministrazione provinciale si rivolga a Casa Pound chiedendo aiuto senza però aver mosso un dito per risolvere la situazione di emergenza abitativa che attanaglia molte città del territorio pontino. La maggior sorpresa l’hanno provata proprio i responsabili di Casa Pound, che da un anno stanno occupando lo stabile di viale XVIII Dicembre, quando hanno visto arrivare i funzionari della Provincia a chiedere ospitalità per lo sfortunato homeless che fino a ieri «viveva» all’interno dell’ex Icos, sulla Mediana. I responsabili di Casa Pound lo hanno ovviamente accolto a braccia aperte, ma hanno bollato come ipocrita l’atteggiamento della Provincia, che chiede aiuto ma in un anno non ha mosso un dito per Casa Pound. «Riteniamo sia vergognoso il comportamento del presidente della Provincia Armando Cusani - afferma Enzo Savaresi, responsabile di Casa Pound - In 12 mesi da parte sua c’è stato solo silenzio sul problema dell’emergenza abitativa.
Nonostante questo, ha la faccia tosta di mandare i suoi funzionari a chiedere aiuto a Casa Pound. Cusani non ha mai espresso un giudizio sull’occupazione, nè ha mai promosso azioni di salvaguardia di questo progetto sociale, dimostrando la sua indifferenza e il suo menefreghismo sul problema casa. E' chiaro a tutti - aggiunge Savaresi - che le misure adottate per combattere l'emergenza abitativa rimangono inefficaci e soprattutto che le strutture per ospitare cittadini senzatetto non esistono». Savaresi ricorda poi come «tra meno di dieci giorni è previsto lo sgombero di Casa Pound e il tempo sta passando nel silenzio più assoluto da parte delle istituzioni». La componente assurda di questa vicenda, in effetti, sta proprio nel paradosso di una amministrazione pubblica che chiede aiuto a chi vive nell’illegalità, occupando uno stabile privato, che tra pochi giorni sarà sgomberato.
La stessa istituzione pubblica, ossia la Provincia, in questi dodici mesi di Casa Pound non ha mai mosso un dito per affrontare la questione dell’emergenza abitativa, preferendo restare nel limbo delle proprie competenze e non minare, per quieto vivere, quelle del Comune capoluogo.
Un atteggiamento da ignavi che sfocia oggi nell’ipocrisia di chiedere aiuto proprio a quei ragazzi che da un anno cercano invano di porre l’emergenza abitativa nell’agenda della politica. Quei ragazzi, accogliendo la richiesta della Provincia, hanno mostrato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la loro umanità e sensibilità per chi vive in difficoltà. Una lezione di stile a chi sa solo parlare da parte di chi tra pochi giorni subirà uno sgombero e finirà, di nuovo, in mezzo alla strada. La Provincia ha precisato in serata che «l’accoglienza a Casa Pound di un cittadino italiano di 47 anni, privo di abitazione e di mezzi, è il frutto di una scelta volontaria dello stesso. In mancanza dei necessari presupposti giuridici e di una intesa interistituzionale, la sala operativa sociale non utilizza l’edificio di Latina, occupato dai membri dell’associazione, come struttura di accoglienza».
Il Messaggero 05 gennaio 2008
Senzatetto? La Provincia suggerisce lo stabile occupato
Nessuno ha risposto all’appello, si possono fare tutte le sale operative sociali del mondo ma se mancano le strutture di accoglienza difficile poi gestire le emergenze. Così di fronte a un uomo di 47 anni che da qualche giorno “viveva” all’ex Icos si è arrivati a chiedere ospitalità nientemeno che a “Casa Pound”. Vale a dire alla struttura occupata abusivamente da esponenti dell’estrema destra un anno fa, oggetto di sfratto non ancora eseguito, che pone tra l’altro l’accento sul disagio abitativo a Latina. E dove non aspettavano altro, probabilmente: «L’occupazione di viale XVIII Dicembre ha ospitato un altro cittadino italiano in difficoltà. La particolarità di questo caso è che a chiedere ospitalità è stata la Provincia di Latina». La vicenda, ed era scontato, è diventata un’occasione per gli occupanti. Secondo Enzo Savaresi, responsabile della struttura: «Le istituzioni non muovono un dito contro lo sgombero dell’ex palazzo dell’Enel ma allo stesso tempo chiedono un aiuto a chi ha occupato un palazzo illegalmente e tra 10 giorni verrà cacciato nell’indifferenza generale». Un motivo in più per dire: «E’ chiaro che le misure adottate per combattere l’emergenza abitativa rimangono inefficaci e soprattutto che le strutture per ospitare cittadini senzatetto non esistono». Critiche poi alla Provincia che: «Manda suoi funzionari a chiedere aiuto a Casa Pound ma non esprime in questi 12 mesi alcun giudizio sull’occupazione né attua azione di salvaguardia di questo progetto sociale».
Provincia che messa alle strette replica: «L’accoglienza di un cittadino italiano di 47 anni, privo di abitazione e di mezzi, è il frutto di una scelta volontaria dello stesso. In mancanza dei necessari presupposti giuridici e di una intesa interistituzionale, la sala operativa sociale non utilizza l’edificio di Latina, occupato dai membri dell’associazione, come struttura di accoglienza». Ci mancherebbe, solo che ieri ha commesso un errore madornale.
Latina Oggi 31 dicembre 2007
Anche la protezione civile va a vivere a Casa Pound
I volontari sfrattati da ieri ospiti degli occupanti dell’ex Enel
A Latina non conosce confini. Da ieri anche i volontari dell’associazione Gsp protezione civile sono senza dimora e hanno trovato ospitalità presso Casa Pound, lo stabile di via XVIII Dicembre 33 che il prossimo 15 gennaio potrebbe subire lo sgombero coatto. «Abbiamo chiesto da mesi una nuova sede all’amministrazione comunale – ha spiegato ieri il presidente
della Gsp Vincenzo Campo - ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta.
Oggi ci troviamo in mezzo alla strada e non sappiamo dove tenere i nostri mezzi e le nostre attrezzature». Da ieri i volontari si sono sistemati nello stabile d i Casa Pound, ospiti dei ragazzi che dal 29 dicembre dello scorso anno stanno occupando il palazzo ex Enel «gli unici – afferma Campo - che si sono dimostrati sensibili alle nostre problematiche».
Insomma anche il Gruppo soccorso pontino non ha più un posto dove stare. Ormai l’emergenza abitativa nel capoluogo pontino sta interessando anche le associazioni di volontariato, ossia quelle che dovrebbero dare soccorso ai cittadini in difficoltà e che invece questa volta si sono ritrovate loro malgrado dall’altra parte della barricata, a dover richiedere l’aiuto dei
cittadini. Questo perché le istituzioni preposte, Comune in testa, si sono dimostrate sorde al loro grido d’aiuto. A Latina, a quanto pare, non c’è una struttura pubblica per ospitare la protezione civile. «La nostra associazione - spiega il presidente Vincenzo Campo - è presente attivamente sul territorio da ben otto anni. Abbiamo squadre pronte ad uscire per
interventi in ogni momento.
Nell’ultimo anno abbiamo effettuato 234 interventi, a dimostrazione della nostra presenza e dell’attaccamento che i nostri
volontari hanno per questo territorio».
E’ lapalissiano però che non avendo una sede operativa alla quale appoggiarsi, questi volontari troveranno ogni giorno di più delle difficoltà nell’intraprendere e nello svolgere il loro servizio per la comunità. Nel corso di questi anni l’apporto offerto dai volontari del Gruppo soccorso pontino è stato apprezzato non solo sul territorio comunale, ma anche in quello provinciale ed al di fuori dei confini regionali, grazie alla presenza del Gsp in Molise, nei giorni immediatamente successivi al terremoto.
I volontari della protezione civile del capoluogo hanno ottenuto lo sfratto dalla vecchia sede di via XXIV Maggio e più volte si sono rivolti all’amministrazione comunale per chiedere una nuova sede operativa, un posto dove creare il quartier generale per uomini e mezzi. Invece niente. In risposta solo silenzio. Così ieri mattina i volontari hanno chiesto ed ottenuto ospitalità dai ragazzi di Casa Pound, quelli per intenderci, che da un anno si sgolano per sensibilizzare l’opinione pubblica ed in particolare la politica cittadina, al problema dell’emergenza abitativa. Ma fino ad oggi, oltre alle facili promesse di campagna elettorale, hanno ricevuto solo minacce di sgombero. Il prossimo ultimatum scade il 15 gennaio. E la cosa più grave è che nessuno pare essersi accorto che l’emergenza casa a Latina è davvero un problema.
Dodici mesi di occupazione
Il responsabile di Casa Pound, a distanza di un anno esatto dalla sua occupazione, fa notare come da quello che era solo un edificio vuoto e abbandonato, in questi mesi sia diventato un vero e proprio centro di aggregazione giovanile.
«Dal nulla un palazzo abbandonato da lungo tempo è diventato un tetto sicuro per 10 famiglie italiane senza fissa dimora - scrive Savaresi – e sempre dal nulla questo palazzo è diventato un laboratorio di idee. In breve tempo sono sorte infatti la libreria, la biblioteca, la sala conferenze, la mensa e la web radio e molte altre attività sono in via di sviluppo, come la palestra popolare e la sala prove musicale che saranno a disposizione del quartiere e della città tra qualche mese». Savaresi si dice più che soddisfatto dei risultati che sono stati raggiunti in questi 365 giorni, traguardi che dimostrano come la battaglia per la proprietà della casa sia una «lotta sacrosanta, che neppure la legge può fermare ».
Nella giornata di sabato i ragazzi di Casa Pound hanno poi dato vita all’ennesima manifestazione di sensibilizzazione sul tema dell’emergenza abitativa. Questa volta hanno scelto come teatro del loro gesto dimostrativo il centro commerciale più importante del capoluogo, Latinafiori. Dal primo piano del centro commerciale, i ragazzi hanno fatto cadere centinaia di volantini che hanno praticamente tappezzato l’intero pavimento del pianoterra. Sui volantini, oltre a ricordare il primo anno di Casa Pound, anche tutti i dati relativi all’emergenza abitativa che sta affliggendo il capoluogo pontino.
La Provincia 30 dicembre 2007
Azione D'Annunziana in un centro commerciale di Latina
Migliaia di volantini gettati sulla folla in un centro commerciale contro lo sgombero di Casa Pound
Nel tardo pomeriggio di oggi 29 Dicembre migliaia di volantini che inneggiavano “no allo sgombero di Casa Pound” sono stati lanciati sulla folla dal secondo piano del più grande centro commerciale di Latina “Latina Fiori” da ignoti.
Un impressionante pioggia di carta ha creato uno spaventoso tappeto di volantini all’interno del centro commerciale tra gli sguardi sbigottiti delle persone.
Proprio oggi il centro sociale di destra Casa Pound festeggia il primo anno di occupazione ma su cui pesa però il probabile sgombero del 15 Gennaio.
Il Tempo 30 novembre 2007
Blitz di Casa Pound in Comune
Protesta ieri pomeriggio in aula consiliare da parte del gruppo «Casapound», una ventina di persone, che chiede l'acquisto dell'attuale sede, la struttura dell'ex Enel di Santa Maria Goretti, da parte dell'amministrazione. Maschere indosso raffiguranti Zaccheo, Creo, De Marchis, De Monaco, Bianchi e Fabrizio Cirilli e cartelli in mano che riportavano alcune dichiarazioni degli stessi riferite alla questione Casapound.
«Quella di oggi - ha dichiarato Enzo Savaresi, responsabile Casapound - è un'azione per ricordare ai politici le promesse fatte in passato e mai mantenute per la soluzione della vicenda.
Sono rimaste solo parole al vento mentre loro hanno arricchito la loro campagna elettorale. Gli Enti - ha aggiunto Savaresi - devono adoperarsi per l'acquisto dell'immobile che attualmente ospita dieci nuclei familiari senza dimora.
La protesta di oggi in Consiglio è soltanto il primo passo. Arriveremo ad occupare le case di chi ci ha mostrato solidarietà e poi non ha fatto nulla. Vogliamo risposte concrete da parte dei politici entro la fine dell'anno». La protesta dei ragazzi di Casapound è durata circa un'ora fino al momento dell'inizo dei lavori del Consiglio comunale, subito sospesi per permettere la riunione dei capigruppo.
Latina Oggi 30 novembre 2007
Le Maschere di Casapound
UNA protesta pacifica in aula consiliare per ricordare ai politici le promesse fatte in campagna elettorale sull’emergenza abitativa. Ad inscenarla ieri pomeriggio i ragazzi di Casapound, lo stabile occupato che il prossimo 15 gennaio rischia lo sgombero.
Proprio su questo i ragazzi hanno insistito nella loro protesta, ricordando al sindaco Zaccheo e ad altri personaggi politici come Bruno Creo, Fabrizio Cirilli, Salvatore De Monaco, Giovanni Di Giorgi, Fabio Bianchi e Giorgio De Marchis, le parole spese in campagna elettorale, attraverso le quali si schieravano a difesa di Casapound.
Ieri i ragazzi e gli occupanti dello stabile ex-Enel indossavano le maschere di ognuno dei politici citati sui cartelli e reggevano lo striscione con lo slogan della protesta «Casapound non si tocca».
I ragazzi hanno voluto ricordare ai politici gli impegni presi perché, come dice il portavoce Enzo Savaresi «ci stanno togliendo la dignità, sia a noi sia alle altre famiglie che stanno occupando case vuote perché non sanno come fare per avere un alloggio.
E’ ora che si rendano conto tutti dell’emergenza abitativa in atto. Con la nostra goliardia e maturità saremo sempre in prima linea per dare battaglia a questa classe politica ipocrità e bugiarda».
Latina Oggi 25 novembre 2007
Casa Pound: al di qua del muro
UN CANCELLO CHIUSO. Oltre le sbarre, i volti, gli sguardi. Valicando
la soglia di Casa Pound, attraversando quel cancello sembra di accedere in una realtà «altra». Parallela, alternativa.
Ti travolge, rispetto alla quotidianità, alla frenesia, al tempo che va avanti con il suo intercedere incessante e, senza un attimo di tregua.
Quando quel cancello si apre, tutto si ferma. E rimane immobile. A parte loro, i giovani di estrema destra che dentro quella palazzina abbandonata da circa sette anni, hanno dato vita ad un microcosmo che si muove e si esprime in un linguaggio che solo in «pochi» comprendono e riescono ad accettare. «Ci è stata concessa una proroga fino al 4 dicembre, poi dovremmo sgomberare lo stabile che abbiamo «occupato»». Parla Enzo. E inizia la descrizione di quella realtà parallela, praticamente incompatibile con quella «normale».
«Questo posto è diventato una casa, una famiglia. L'abbiamo sistemato portando qui 3/4 delle nostre case, per dare concretezza alle nostre idee, alle nostre iniziative sociali prive di alcuno scopo di lucro. Lo facciamo perché vogliamo agire in questa società, malata e viziata dalla speculazione, senza secondi fini, solo per cercare di sovvertire un sistema che non funziona e che non risponde alle reali esigenze delle persone in difficoltà». Enzo dà voce al gruppo, che annuisce e conferma le sue parole. Tutti uniti, tutti d'accordo. Come un «blocco» granitico,fratelli d'ideali. «Abbiamo cercato di affrontare con le nostre minime risorse, una serie di disagi che l'Amministrazione ignora perché vuole ignorare. Abbiamo accolto a Casa Pound dieci persone senza un tetto, con problemi economici, privi di familiari. Abbiamo dato loro un letto, da mangiare, il sostegno e il senso di appartenenza ad una comunità.
Si tratta di persone oneste che meritano perlomeno dignità. Quella che fuori da queste mura sicure gli è stata negata dalle istituzioni e dalla società che li ha emarginati». Enzo parla di emergenza abitativa. Parla di una diffusa indifferenza dell'amministrazione nei confronti della necessità di realizzare un centro di riferimento, per togliere i giovani dalla strada, dalla droga, dalla criminalità occasionale. «Non abbiamo 'occupato' per sfruttare uno spazio libero al fine di fare indisturbati i nostri comodi. Non spacciamo qui, non beviamo, non facciamo uso di droghe. Paghiamo le bollette con i nostri risparmi, senza ricevere contributi o finanziamenti dal Comune o da altri enti». Si definiscono un «laboratorio di idee». Cinema, tornei di carte, occasioni di aggregazione.
«Apriamo le porte a chiunque sposi la nostra causa, quella di avere
una scelta contro l'emarginazione e l'alienazione giovanile. Tutto solo
per perseguire un valore prioritario, attualmente estraneo alla mentalità dilagante, decisamente ipocrita e qualunquista, quello della «giustizia sociale»». I ragazzi del gruppo si stringono intorno al suo pensiero, e intervengono sottolineando un altro aspetto importante. L'appoggio e la collaborazione con il loro ramo giovanile, «Blocco studentesco». «Il nostro movimento ha radicato le sue radici anche all'interno della scuola, luogo in cui la speculazione arbitraria delle istituzioni non ha limite. Un esempio calzante, il sacrificio economico necessario per l'acquisto dei libri.
Ognuno di noi è stato seduto sui banchi, ognuno di noi sa che la misura del diritto allo studio assume spesso, purtroppo, le sembianze di quelle targhette con su affisso il prezzo. Accade per la maggior parte delle famiglie.
Abbiamo organizzato un mercatino dell'usato per aiutare i genitori ad avere i testi scolastici al 50%. Non abbiamo guadagnato nulla da questa iniziativa, solo la soddisfazione di aver aiutato». In più, una libreria. Enzo si accende una sigaretta mentre gli altri continuano a parlare. La molla è scattata, la voglia di comunicare il loro entusiasmo emerge palesemente.
«Con poco, ci siamo attivati per acquistare dei libri «non convenzionali». Le persone, i ragazzi li possono comprare venendo da noi». Il 4 dicembre. L'ultimatum. «Se entro il 15 dello stesso mese saremmo ancora dentro, arriveranno le forze dell'ordine. Ma siamo pronti. La resistenza verrà protratta ad oltranza, attraverso l'uso di qualsiasi metodo. Dal dialogo, allo scontro fisico». Quell'atmosfera surreale, propria di un mondo perduto, non si smorza. Rimane fissa, come le foto in bianco e nero esposte sulle mensole della scrivania. Come i frammenti dei manifesti attaccati sulle pareti. «Dal nulla, qui dentro, è nato qualcosa. Dove da sempre c'è «qualcosa», fuori da qui, nelle viscere di questa città, non è mai nato nulla».
Un paradosso se si pensa che ragazzi di destra stanno parlando della città amministrata dalla destra da quindici anni. Enzo, conclude così il suo racconto. I cancelli si chiudono, come per proteggere quel mondo alternativo dalle invadenze di ciò che c'è al di là della soglia di Casa Pound.
Alessia Andrisani
Il quartiere inventato dalle imprese a dieci metri dallo stabile
Alloggio a tutti i costi
LE occupazioni delle case Inpadap e le baraccopoli, la graduatoria da 1.500 domande per gli alloggi popolari e la protesta illecita e disperata che ha portato a CasaPound vanno tutte nella stessa direzione. E conducono alla «questione abitativa».
La città che ha sfornato il maggior numero di abitazioni civili negli ultimi cinque anni è anche la stessa che non riesce a dare una risposta alla fame di case delle fasce sociali ed economiche più deboli. E' una città che ha vissuto al di sopra delle sue possibilità e non ha voluto guardarsi dentro, guardare oltre il palazzo Pegasol e i grattacieli del centro direzionale. Il paradosso più evidente è proprio a due passi da Casa Pound. Appena cento metri oltre la palazzina occupata le imprese edili private hanno costruito in due anni un quartiere da cinquemila abitanti.
E neppure mezzo campo sportivo o una pista di pattinaggio. Persino la scuola elementare e la chiesa di Santa Maria Goretti sono diventate troppo piccole per un quartiere così grande. Non era previsto. Appunto. Questo quartiere è nato al di fuori di qualsiasi programmazione.
C'era un'area disponibile e un capannone industriale venduto all'asta e quelli che hanno comprato l'una e l'altro hanno deciso cosa farne. Case. Ma non per tutti. Da due anni si è fatta più acuta la necessità di alloggi a basso costo di affitto ed acquisto a Latina. Da un anno è scattata, letteralmente, l'emergenza e guarda caso la data coincide con l'occupazione dello stabile Enel da parte dei giovani di CasaPound. Ma da due anni l'amministrazione comunale di Latina sostiene che verranno realizzato circa 170 nuovi alloggi nell'area ex Svar in edilizia convenzionata (cooperative); e aggiunge che grazie al contratto di quartiere saranno disponibili ulteriori 130 alloggi popolari. Il progetto ex Svar è stato inaugurato due volte e due volte è stato «benedetto» e fotografato il plastico. Il contratto di quartiere è stato illustrato due volte nel dettaglio dall'assessore all'urbanistica. Ma restano progetti che appartengono al futuro remoto. Per adesso non è stato messo giù nemmeno un «mattone», per usare il termine più amato a Latina. In realtà la politica della casa (popolare) non è nell'agenda amministrativa.
E forse non ci entrerà mai davvero. Tranne il giorno di qualche sgombero forzato a CasaPound o negli stabili Inpadap dove si sono rifugiati quelli che non riescono ad avere una casa popolare «normale».
Lo sgombero previsto per metà dicembre
Un caso «spinoso»
UN anno da occupanti abusivi, un anno di strumentalizzazioni, di promesse, di incredibili, palesi, coperture da parte dell'amministrazione provinciale e anche di quella comunale.
Questo è stato Casapound sul piano politico. L'assessore ai servizi sociali, che è presidente provinciale di An, non avendo il coraggio di dire che il palazzo andava restituito ai proprietari ha scandalosamente tirato fuori la storia «sociale» dell'emergenza casa. Nella consapevolezza che a questa emergenza si è arrivati perché l'amministrazione che lo stesso partito di Bianchi appoggia non costruisce case popolari da quindici anni. Sostanzialmente in questi mesi il bubbone dell'occupazione della palazzina Enel è stato messo da parte. Fino ad oggi, quando è diventato certo lo sgombero forzato del 14 dicembre. L'occupazione dei giovani di destra ha anche un'altra faccia ed è quella che dimostra platealmente quanto manchino gli spazi sociali di aggregazione per i più giovani. In una città che ha realizzato un numero infinito di centri commerciali ma nessun luogo dove la cultura sia fruibile a basso costo, magari gratis. La politica giovanile del governo di centrodestra smentita dai giovani di destra. Più dura di così... D'altronde i tagli all'ultimo bilancio passato in Consiglio hanno colpito la cultura, la politica per i giovani, l'istruzione, i servizi, l'assistenza, gli investimenti nelle strutture sportive. Mica le spese di rappresentanza, le convenzioni e le consulenze di urbanistica. Ora è più che mai, quindi, Casapound è un caso spinoso. Lo sgombero ripristina la legalità come succede (è già successo) nelle città «normali». Ma il problema è cosa succederà dopo: non c'è nessun altro spazio dove il Comune o la Provincia possono invitare questi ragazzi di destra, o i loro coetanei di sinistra o tutti gli altri a stare insieme per poter mettere in campo creatività e iniziative culturali. (gdm)
Radio Littoria
VA in onda sulle frequenze di «Radio Bandiera Nera», solo su internet, tre volte a settimana. Si chiama «Daje Littoria», ed è una trasmissione di approfondimento, di opinione. Gli argomenti, quelli che costituiscono la base del credo del movimento. La chiave in cui vengono analizzati, seria e, considerato il titolo, ironica. «Per coinvolgere gli ascoltatori, per indurli a riflettere con la giusta dose di coscienza e leggerezza. Non vogliamo annoiarli ma renderli partecipi»
Cosa dice la legge
PROBLEMA «OCCUPAZIONE». Un «occupazione» definita dalle autorità, contro la legge. Una questione che si base sulla fondamentale distinzione che viene effettuata dal codice civile , precisamente dall'articolo 823. Il capo secondo prevede la distinzione fondamentale in base alla quale vengono ripartiti
i beni di appartenenza dello Stato e degli Enti Pubblici. Da una parte il patrimonio dei beni pubblici indisponibili, per i quali la legge prevede una forma di autotutela amministrativa che prescinde da qualsiasi intervento dell'autorità giudiziaria. L'Ente proprietario, può infatti emettere autonomamente un provvedimento di sgombero nei confronti di chi, senza alcun titolo, occupa il bene stesso.
La ragione di tale potere amministrativo risiede nella destinazione pubblica primaria che esso assolve e che non può essere alterata se non dall'Ente proprietario. In qualunque momento, può trovare espressione questa forma di autotutela amministrativa, anche dopo diverso tempo dal momento dell'effettiva appropriazione, in questo caso dell'immobile.
Se si tratta di beni pubblici compresi all'interno del patrimonio disponibile, non è attuabile lo sgombero nelle forme dell' autotutela ma è indispensabile l'intervento dell'autorità giudiziaria ordinaria. La questione sconfina infatti nell'area privatistica, come se, nel nostro caso, il Comune fosse un cittadino.
Oltre a questa differenza, una sentenza della Cassazione del 1994,
precisa la rilevanza dell'atteggiamento effettivo ed attuale dell'Ente nei confronti dell'immobile «oggetto del contendere». Per il quale viene esclusa l'autotutela se, nel momento in cui si procede, al bene non è stata assegnata alcuna destinazione di pubblica utilità. Considerato che la palazzine è abbandonata da più di sette anni, che i ragazzi di Casa Pound, risiedono all'interno della palazzina dell'Enel da circa due e considerato che si sono fatti carico del pagamento delle bollette, è indubbio che il Comune fosse a conoscenza della loro permanenza e della natura delle attività da questi svolte all'interno dello stabile. Il provvedimento è quindi legittimo?
Spartaco e gli altri
SPARTACO, Tricheco, Giorgione, il Bello, il Fantasma.
Sembrano i soprannomi dei protagonisti di un romanzo di Pasolini. Eppure non è così. Stiamo parlando invece dei ragazzi che il 29 dicembre 2006 hanno occupato un'intera palazzina alle porte del centro, sulla circonvallazione. «Era uno stabile in disuso, tanto che per entrare non abbiamo dovuto nemmeno forzare la porta».
Il problema è che quell'immobile aveva un legittimo proprietario, l'Enel. Così è cominciata la storia di Casa Pound a Latina. Il nome è stato scelto come omaggio ad Ezra Pound di cui si dichiarano strenui ammiratori. Come il poeta americano questi ragazzi dichiaratamente di estrema destra, rivendicano «la centralità dell'homo faber, che considerano vittima della società moderna e più in generale del capitalismo finanziario». O più semplicemente dell' «usura», per utilizzare un termine caro a Pound. Ecco spiegato allora, «a modo loro», il motivo delle occupazioni: il diritto alla casa è imprescindibile e pertanto l'affitto è da considerarsi alla stessa stregua dell'usura.
Il loro progetto però non si limita a dare ospitalità ai senzatetto (rigorosamente italiani). Nei loro occhi si legge la viva speranza di trasformare l'edificio in un vero e proprio luogo di incontro per giovani ed anziani. Resta però una domanda di fondo: perché è stata scelta la via dell'occupazione?
In fin dei conti è un reato. Perché è stata scelta la via dell'illegalità? I ragazzi provano a spiegarlo usando il termine generico «giustizia sociale». «Che non coincide mai con la giustizia penale» precisano. Probabile, ma la sensazione è che questi ragazzi siano animati più che altro da una ricerca disperata di «identità». E poco importa se si scomodano concetti e simboli politici in evidente contraddizione.
Occupano e non fanno mistero della loro fede politica. Si dichiarano ferventi attivisti della Fiamma Tricolore ma non parlano il «politichese». Vengono dalla strada e per politica intendono il significato «aristotelico» dello stare in mezzo alla gente cercando di affrontare i problemi reali cercando di tenersi alla larga dai meandri della burocrazia.
Con un po' di presunzione si definiscono un'avanguardia culturale, affatto nostalgica, che cerca di contemperare, se possibile, il «vecchio» e il «nuovo». Sono fieri nemici del «carovita» i ragazzi di Casa Pound (chi non lo è?) e della speculazione edilizia (e a Latina hanno di che discutere). Adesso chiedono al Comune di acquistare l'immobile «anzichè fare spese inutili». Progetto che si inserisce in quello più ampio di costituire un ente regionale che costruisca con fondi pubblici su terreni demaniali case popolari a basso costo utilizzando materiali rinnovabili e affidando il progetto a giovani architetti. La loro è una battaglia, forse, senza speranza. La società proprietaria dell'immobile la Dalmazia e Trieste Srl, collegata all'Enel, ha infatti presentato al giudice un «atto di reintegro del possesso».
In pratica vuole riavere il palazzo e in merito a tale richiesta il giudice ha già espresso parere favorevole. Per il 4 dicembre è previsto l'arrivo dell'ufficiale giudiziario per la notifica dell'atto. Se, come sembra, i ragazzi dovessero opporsi, non si profilano alternative allo sgombero forzoso. Casa Pound ha dunque i giorni contati. E dopo? Che ne sarà dei dieci inquilini che vivono da più di un anno all'interno dell'edificio? Al Comune l'ardua sentenza. Politica, si intende.
Gianni Fanetti
«BLOCCO STUDENTESCO»
E' il movimento giovanile che appartiene al gruppo Casa- Pound. Si muovono nell'ambito delle scuole superiori della città.
LE CONFERENZE
Due o tre volte al mese i militanti organizzano dei convegni
di politica e attualità invitando personaggi illustri.
LA LIBRERIA
«Non conforme» Per autofinanziare le proprie iniziative, i ragazzi vendono dei libri di argomenti storici, economici, sociali di non facile reperibilità.
Latina Oggi 16 novembre 2007
Solo e malato
Tutti negano l'assistenza ad un anziano
La denuncia sociale dei ragazzi di Casa Pound. Senza una casa. Senza una famiglia. Un uomo solo, anziano, senza fissa dimora è stato raccolto e accolto dai ragazzi di Casa Pound. Un uomo malato, con problematiche fisiche importanti, che necessitano di cure specifiche, continue e di una assistenza sanitaria costante. Un'assistenza medica che nessuna struttura pubblica ha accettato di fornire gratuitamente al povero senza tetto. Nonostante le evidenti, circostanze nelle quali è costretto"a sopravvivere". L' affetto e le attenzioni dei giovani militanti non sono infatti sufficienti a restituire una dignità all'esistenza dell'uomo. "i ricoveri al Santa Maria Goretti sono frequenti – ha raccontato Enzo Savaresi, uno dei ragazzi di Casa Pound – che accudiscono il nullatenente – noi non abbiamo ne i mezzi ne le competenze necessarie per aiutare quest'uomo, possiamo solo dargli un solido appoggio morale e una solidarietà. Abbiamo chiesto l'ausilio delle Istituzioni diverse volte ma la risposta è stata sempre la stessa: non ci sono i fondi per dare tutela a "questo" malato. Oppure hanno negato addirittura la disponibilità dei posti per accoglierlo in qualche centro di accoglienza sanitaria specifico. Un caso. Una questione che sprona alla riflessione. Chi deve proteggere, chi deve garantire un esistenza degna ai cittadini. Chi , anche se si tratta di un "barbone" abbandonato dalla società. "L'atteggiamento dell'amministrazione è paragonabile ad un "omicidio volontario" – ha spiegato così, con un'espressione incisiva il suo stato d'animo di profonda delusione Enzo Savaresi – quest'uomo finirà per morire senza aver avuto un'opportunità, una speranza. Perché gli è stata negata da chi poteva aiutarlo a guarire".
La Provincia 16 novembre 2007
Casa Pound, inquilino 83 enne ricoverato all'ospedale. " Il Comune non se ne interessa"
La denuncia arriva dal portavoce Enzo Savaresi. Prosegue l'occupazione nello stabile ex-enel, nel quartiere Santa Maria Goretti, trasformato in un centro sociale in piena regola. Un centro sociale di destra. Sono una decina le persone ospitate nella struttura, con i più svariati problemi: di salute, occupazionali o di integrazione, e delle età più svariate. Uno dei gestori di Casa Pound Enzo Savaresi, lancia l'appello riguardante un ospite di età avanzata, trasportato all'ospedale ieri, con grande urgenza, e che ha detta dei ragazzi di Casa Pound, è stato letteralmente dimenticato dall'amministrazione comunale di Latina. "Abbiamo un inquilino di 83 anni – ha detto Savaresi – che ha bisogno di continua assistenza medica, ma il comune non se ne prende carico. Da piazza del Popolo ci dicono che l'amministrazione non ha un soldo, e gli assistenti sociale fanno lo stesso. Possono giusto assicurare un qualche pasto caldo." Una situazione sconcertante secondo Savaresi: "stanno commettendo una vera e propria omissione di soccorso, per non dire omicidio colposo", attacca senza mezzi termini il portavoce di Casa Pound, che sottolinea ancora come l'anziano, E.Z. le sue iniziali, abbia gravi problemi di salute. "Abbiamo cercato di coinvolgere le Istituzioni – prosegue Savaresi – ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta". Ora l'uomo è ricoverato presso l'ospedale cittadino sotto stretta osservazione medica. Sono molteplici, nell'ultimo periodo, i casi come questo. L'amministrazione sembra non avere sufficienti poste in bilancio, pur avendo annunciato, in passato, di volere realizzare un centro di accoglienza destinato ad assistere casi limite come questo.
da "Parvapolis.it"
Latina. Casa Pound. Fabio Bianchi: «Uno spazio di agibilità sociale e di elaborazione culturale. Una esperienza che deve continuare»
A seguito dell’accoglimento da parte del Tribunale di Latina del ricorso presentato dalla società proprietaria dell’immobile riguardo allo sgombero di “Casa Pound” registro con molta attenzione la proposta del Capogruppo di A.N. al Consiglio Comunale di Latina Bruni Cesare ritenendo oltre che opportuna, necessaria la realizzazione di un tavolo di concertazione tra tutti i soggetti che all’epoca dell’occupazione hanno dimostrato solidarietà e compiacimento in merito alle solidaristiche iniziative che si svolgono all’interno dello stabile ex-Enel di Piazza S.Maria Goretti. Scrive Fabio Bianchi: «Oggi posso, senza dubbio alcuno, definire questa esperienza riuscita in quanto sfugge ai canoni conosciuti delle occupazioni fini a se stesse con l’obiettivo di realizzare spazi per pochi dove si compiono spesso reati al di fuori della portata del reale controllo che dovrebbe essere effettuato. Per quanto riguarda “Casa Pound” ho potuto, invece, assistere a numerose azioni che hanno contribuito ad alleviare il disagio sociale, fornendo ricovero a nuclei familiari che al contrario sarebbero stati costretti a dormire all’addiaccio, attivando iniziative di solidarietà come la raccolta di giocattoli da donare a bambini le cui famiglie non potevano permetterseli, e molto altro. Inoltre sempre “Casa pound” è divenuto anche uno spazio di elaborazione culturale sottraendo lo stabile all’incuria e praticandone una bonifica restituendo lo stesso ad una dignità necessaria per un edificio come quello posto al centro della Città. Pertanto in qualità di Assessore alle politiche Sociali della provincia mi farò promotore della convocazione del tavolo di concertazione, così come auspicato dal Consigliere Bruni, che dovrà vedere tutti i soggetti che in passato hanno dimostrato attenzione rispetto a questa esperienza impegnati nel sensibilizzare anche gli Enti di appartenenza nel ricercare la giusta via, ovviamente nel rispetto della legalità, affinché si possa dare seguito all’impegno civile che i giovani protagonisti dell’occupazione hanno dimostrato in questi mesi».
da "Il Tempo"
Casa Pound, appello di Cesare Bruni
«Necessario un tavolo di concertazione affinché l’ esperienza possa continuare»
LATINA — «Se è vero, e certamente così è, che «Casa Pound» è un’esperienza valida, positiva e necessaria, ritengo doveroso che tutti i soggetti che hanno espresso la loro solidarietà si attivino, anche sollecitando gli enti di appartenenza per l’istituzione di un tavolo di confronto e concertazione, per trovare una soluzione affinchè tale esperienza possa continuare». A parlare così è Cesare Bruni, consigliere comunale di An, all’indomani dell’accoglimento da parte del Tribunale di Latina del ricorso presentato dalla società proprietaria dell’immobile ex Enel di piazza S. Maria Goretti, attualmente occupata dai ragazzi di «Casa Pound» per poterne tornare in possesso. Secondo Bruni l’iniziativa va tutelata in quanto diversi sono stati gli obiettivi raggiunti da Casa Pound come la bonifica, materiale ed umana, di un sito abbandonato a se stesso, il fatto che abbia dato alloggio sicuro a giovani madri, ad anziani e persone poco abbianti, che abbia dato vita ad un articolato spazio dove solidarietà e cultura, «cementate da un forte impegno sociale, rappresentano un esempio civico per i giovani ed una alternativa alla deriva del disimpegno sociale». Grazie a Casa Pound, inoltre, conclude l’esponente di An, il tema dei bisogni sociali, primo fra tutti quello della casa, è ritornato prepotentemente al centro del dibattito politico. Per questo Bruni chiede l’impegno di tutti per trovare una soluzione che possa mantenere in vita Casa Pound".
da "Il Messaggero"
CASAPOUND Il Giudice: "Ora andate via"
"Il Tribunale dispone la restituzione dei locali ai proprietari
Dovranno andare via i ragazzi di “Casapound” che hanno occupato un’intera palazzina, la ex sede dell’Enel, a pochi metri dalla chiesa di Santa Maria Goretti. Lo ha deciso il giudice Minunni che ha disposto la restituzione dello stabile alla società proprietaria, la “Dalmazia e Trieste” di Roma che fa capo all’Enel. La sentenza tuttavia non è stata ancora notificata e dunque non si sa ancora entro quale data il locale dovrà essere liberato.
La situazione rischia ora di diventare particolarmente tesa visto che i ragazzi di “Casapound” hanno sempre sostenuto che «nessun giudice poteva madarli via», lasciando intendere la volontà di resistere il più possibile all’interno della struttura. Ora si riuniranno in assemblea per decidere il da farsi: non è escluso l’arrivo di altri militanti di “Casapound” da Roma dove il gruppo è particolarmente radicato e può contare su un consistente numero di simpatizzanti.
La società proprietaria dello stabile aveva tentato di venderlo insieme ad altri immobili, senza riuscirsi. I ragazzi di Casapound hanno incassato, in questi mesi, diverse dichiarazioni di solidarietà da parte di politici e amministratori. Ora chiederanno senz’altro un aiuto per trovare una difficile regolarizzazione. L’unica soluzione sarebbe l’acquisto dell’immobile (che vale circa 500.000 euro) e l’affidamento in gestione all’associazione a cui fa capo Casapound. Ipotesi che sembra remota visto che nessuno si è concretamente fatto avanti fino ad oggi.
Durante la prima udienza del processo i militanti avevano esposto davanti al Tribunale uno striscione con scritto “Giù le mani da Casapound”. In aula fu ascoltato il responsabile dell'associazione Casapound, Enzo Savaresi. Secondo l’avvocato che difende l’associazione, Stefania Caporilli, non c’è stata una forzatura dell'ingresso poiché era già tutto aperto. Inoltre, sempre secondo la difesa, i ragazzi di Casapound pensavano che l'edificio fosse del Comune, non di un privato. «Chiediamo l’appoggio di chi crede in noi» ha commentato Francesco Osanna di Casapound sottolinenando che nel palazzo vivono 5 famiglie senza una casa.
Ma ora che c’è una sentenza di sgombero emessa dal Tribunale, come si comporteranno le istituzioni locali? Quale posizione assumerà, ad esempio, il Comune che ha anche pubblicizzato un evento organizzato nello stabile occupato? Come quello per la presentazione del libro «Noi, Terza Posizione» sull’organizzazione extraparlamentare di destra radicale italiana degli anni ’70, alla presenza di Gabriele Adinolfi."
da "Il Messaggero"
Chiesto lo sgombero di Casapound
Hanno occupato la palazzina dell’Enel accanto alla chiesa di Santa Maria Goretti, incassando commenti positivi da destra e da sinistra. Ma ora per i ragazzi di Casapound iniziano i problemi.Ieri mattina in Tribunale c’è stata la prima udienza civile sul caso. La società proprietaria dell’immobile, la Dalmazia e Triestre srl collegata all’Enel, ha presentato al giudice un “atto di reintegro nel possesso”. In pratica vuole riavere il palazzo occupato da Casapound. La via giudiziaria potrà portare alla decisione di allontanare gli occupanti. Il giudice potrebbe decidere di mandare un ufficiale giudiziario che dovrà notificare agli occupanti la disposizione. Se Casapound dovesse decidere di non obbedire, potrebbe intervenire la polizia per lo sgombero. E l’intenzione dei ragazzi sembra quella di resistere visto che ieri, durante l’udienza, hanno esposto davanti al Tribunale uno striscione con scritto “Giù le mani da Casapound”.
In aula è stato ascoltato il responsabile dell’associazione Casapound, Enzo Savaresi. Secondo il difensore, Stefania Caporilli, non c’è stata una forzatura dell’ingresso poiché era già tutto aperto. Inoltre, sempre secondo la difesa, Casapound pensava che l’edificio fosse del Comune. «Chiediamo l’appoggio di chi crede in noi» ha commentato Francesco Osanna di Casapound
da "Il Tempo"
Ieri prima udienza per lo sgombero di Casa Pound Sit-in dei ragazzi e dei «senza-tetto» davanti al Tribunale
LATINA — Ieri in Tribunale c’è stata la prima udienza relativa all’occupazione dell’edificio nel quartiere «Santa Maria Goretti» da parte dei ragazzi di «Casa Pound». Contemporaneamente, all’esterno del palazzo di giustizia nel giardino di fronte, i rappresentanti del «polo culturale» si sono dati appuntamento per un «sit-in» di protesta, contro lo sgombero chiesto dalla società Enel, proprietaria dello stabile. La delusione è tanta ma la voglia di continuare a credere nell’«idea» (così amano chiamarla i ragazzi di Casa pound) non è da meno. Uno striscione con scritto «Giù le mani da Casa Pound» rivolto al Palazzo di Giustizia, e tutti i ragazzi dietro insieme alle persone «senzatetto» ospitate nella struttura. «Tutti i politici che hanno detto che avrebbero dato la loro disponibilità è ora che si muovano - ha dichiarato Francesco Osanna- il nostro è un polo culturale che cerca inoltre, nel piccolo, di risolvere il problema «casa» affrontato invece dai politici soltanto in campagna elettorale. La nostra è una lotta anche per il mutuo sociale, un aiuto diverso dallo «strozzinaggio» delle banche. Questa è una prima udienza ma se ci dovessero sgomberare speriamo ci sia assegnata una nuova sede. Si era parlato tempo fa di un protocollo d’intesa tra Ater e Provincia, ci doveva essere un bando per l’acquisizione dello stabile e invece niente». Dagli sguardi e dalle parole dei ragazzi di Casa Pound traspare la voglia di continuare a crederci. «Chiediamo l’appoggio di tutti i partiti - ha detto Enzo Savaresi- di destra e di sinistra, perchè un obbligo di tutti lottare per la casa. Per oltre sessanta anni è stato un problema, lo è ancora, la situazione non è tranquilla e coinvolge soprattutto italiani». In pochi mesi Casa Pound è diventata una realtà, accettata e condivisa anche da gran parte dei residenti del quartiere. «E’ l’unico polo culturale rimasto nel quartiere - ha detto Giorgio Resini- ormai degradato, dove comunque ci sono moltissimi bambini. Ci troviamo nel mezzo delle case popolari, fulcro dell’italianità ma allo stesso tempo ghetto di extracomunitari. Dai residenti abbiamo ricevuto solidarietà, che va al di là dell’appartenenza politica. All’inizio eravamo al centro dell’attenzione, ora invece tutta quell’attenzione nei nostri confronti non c’è più».
da "Latina24ore"
CASAPOUND, IL PROPRIETARIO MINACCIA LO SGOMBERO
La sinistra radicale pontina ha teorizzato per anni (meglio decenni) l'occupazione di un edificio dismesso dove organizzare attività sociali e ricreative o addirittura dove poter ospitare persone in difficoltà economica. Dopo qualche parentesi lontana, parliamo degli anni '70, non si è mai arrivati ad occupare veramente un luogo, ad "autogestirlo" pienamente. Poi, la mattina del 29 dicembre 2006, arriva Casapound. Ragazzi giovani dai nomignoli bizzarri (Spartaco, Trichecco, Il fantasma, Giorgione, Il bello) che fanno pensare ai protagonisti di "Romanzo criminale", ma che con loro non c'entrano niente. Nessuna delinquenza, nessun facile profitto, loro sono quelli della destra estrema, quelli contro il capitalismo, l'invasione degli extracomunitari... Insomma i "fascisti" che quasi tutti avevano dimenticato, in veste moderna naturalmente. Quale "habitat" migliore di Latina? E così, in mezza giornata, fanno ciò che la sinistra ha teorizzato per vent'anni e più. Occupano. Mica un piccolo garage in periferia, mica un localetto abbandonato. No, loro puntano in alto. E si prendono tutta la palazzina dell'ex Enel, proprio accanto a Santa Maria Goretti, in pieno centro. Danno ospitalità a gente disagiata, ma attenzione: solo ed esclusivamente i-t-a-l-i-a-n-i come scandiscono sul loro sito. Organizzano anche incontri aperti a tutti, dibattiti, iniziative culturali. Insomma si danno da fare. Guadagnano in poco tempo una visibilità e un riconoscimento implicito da parte delle istituzioni: il Comune di Latina annuncia sul sito ufficiale la presentazione di un libro su Terza Posizione a cui partecipa anche Gabriele Adinolfi. Ad altre iniziative sono presenti tanti nomi della politica e delle istituzione locali, anche di sinistra. Per Casapund è ovviamente un vanto incassare, se non l'adesione, almeno il riconoscimento della sinistra che, in altre circostanze, avrebbe alzato le barricate contro un occupazione di questo genere. Ma c'è qualcuno che non ci sta. E non per ideologie, ma semplicemente perché è il proprietario dello stabile occupato. Parte la denuncia per occupazione abusiva. E adesso la società proprietaria dell'edificio "minaccia lo sgombero" come denunciano gli stessi occupanti. Domani alle ore 11 ci sarà la prima udienza in Tribunale tra le parti. E scatta puntuale l'appello di Casapound: "Invitiamo tutte le forze sociali e nazionali a sostenere e difendere CASAPOUND LATINA! Casa Pound, oltre ad aver dato un tetto a 5 famiglie italiane in stato di emergenza abitativa, è divenuto negli ultimi mesi un polo culturale di un certo spessore; le conferenze da noi organizzate hanno visto la partecipazione di illustri esponenti del mondo culturale e giornalistico. Qualche esempio? Nicola Rao, Angelo Mellone, Giano Accame e molti altri. Abbiamo allestito da subito una libreria,una biblioteca e una sala conferenza, bonificando interamente il perimetro dell'ex-enel restituendo quel decoro da troppo tempo mancato. Si sta provvedendo a dotare la struttura di una palestra e una sala prove musicale a prezzi popolari lontani da quelli esosi che il mercato offre. Nostra intenzione è quella di creare un centro di aggregazione giovanile per far crescere in modo sano e retto i giovani di questa città. Un avamposto di cultura e libertà, situato nel centro del quartiere S.M.Goretti, luogo di illegalità diffusa, di violenza notturna e di droga, falso esempio di integrazione multietnica, debba essere oggi sotto attacco di qualche società speculatrice. Casa Pound è un'idea e, per sgombrare un'idea, ci vuole ben piú che una sentenza di un Giudice". Parole pesanti che lasciano intendere un atteggiamento di resistenza ad oltranza che era ovvio e prevedibile.Alla fine l'appello: "Domani 31 maggio alle ore 11:00 i ragazzi e gli inquilini di Casapound effettueranno un sit-in di protesta davanti al Tribunale di Latina". Cosa accadrà? Vedremo cosa deciderà il giudice, cosa deciderà la polizia, il Prefetto e, soprattutto, cosa diranno le istituzioni locali che, di fatto, hanno già riconosciuto Casapound.
COS'E' CASAPOUND
L'esperienza pontina di Casapound non è certo la prima. Il gruppo è attivo già da anni a Roma e trae il suo nome dal poeta Ezra Pound, che nella sua filosofia rivendicava a centralità dell’homo faber, visto come vittima del capitalismo finanziario, esemplificato in ciò che egli definiva “usura”.
Pur senza negare l'ideologia di destra si dichiarano equidistanti da tutti i partiti. A loro importa garantire il diritto alla casa sostenendo che "l'affitto è usura".
da "Latina Oggi"
"Terrorismo, a Casapound documentari e dibattiti"
UN SALTO indietro nel tempo per parlare di uno dei fatti che hanno sconvolto il mondo intero: l'attacco terroristico alle torri gemelle dell'11 settembre 2001. L'appuntamento è questa sera alle ore 21 presso «Casapound», il centro sociale a Latina in viale XVIII Dicembre dove sarà proiettato «Confrontino the evidence» una ricostruzione non conforme su quei fatti che, peraltro, hanno avuto recentemente un passaggio televisivo nella trasmissione «Report» condotta dalla giornalista Milena Gabanelli, dando così voce a quel largo strato dell'opinione pubblica statunitense che non crede più alla versione ufficiale circa i fatti dell'11 settembre, diramata dallo stesso governo americano. Un documentario sul modello di «Fahrenheit 9/11» del regista americano Michael Moore. Introdurrà il filmato il Professore Giandomenico Tanza. L’ingresso è gratuito ed aperto a tutti.
da "Il Tempo"
"Gabriele Adinolfi ospite di Casa Pound"
LATINA — Politica e attualità al centro dell’incontro/dibattito promosso dalla Casa Pound di Latina. L’appuntamento è per domani sera, a partire dalle ore 21:00, presso la sede di viale XVIII Dicembre, 33. Per l’occasione sarà presentato il libro «Noi, Terza Posizione», sull'organizzazione extraparlamentare di destra radicale italiana degli anni '70, fondata nel febbraio del 1976, presso la "Libreria Romana" da Walter Spedicato, Roberto Fiore (fondatore di “Forza Nuova”), Peppe Dimitri e Gabriele Adinolfi. Quest’ultimo interverrà all’incontro pontino. L’ingresso è libero. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile contattare il numero 347/0398852
da comune.latina.it
Zaccheo incontra una delegazione dell'Ass. "Casa Pound"
Latina - Il sindaco di Latina, on. Vincenzo Zaccheo, ha ricevuto questa mattina una delegazione dell’Associazione ‘Casa Pound’ che, con l’occupazione dello stabile, vuoto e degradato, dove era ubicata la vecchia sede dell’Enel, ha posto all’attenzione della città e dell’intera regione il problema dei senza casa e della mancanza di centri giovanili di aggregazione e promozione culturale.
Il sindaco ha espresso all’associazione solidarietà per questa azione di sensibilizzazione sociale che peraltro ha riscosso condivisione da parte di tutto il mondo politico, a prescindere dalle appartenenze, dei giovani e dei cittadini del quartiere.
‘Si è trattato di un evento socialmente dirompente che ha richiamato chi ha ruoli di governo ai diversi livelli ai doveri istituzionali al fine di dare risposte efficaci ai bisogni delle classi più deboli ed emarginate.
‘Mi curerò di rappresentare le esigenze poste dall’Associazione ‘Casa Pound’ al prossimo incontro che avrò con il Presidente della Regione, Piero Marrazzo, al quale solleciterò tutti i provvedimenti necessari perché concorra ad eliminare al più presto l’emergenza abitativa e l’emarginazione giovanile. Nell’occupazione dello stabile -prosegue il sindaco- merita una sottolineatura particolare l’azione di ‘Casa Pound’ che nel suo sociale ha messo a disposizione per un significativo apporto culturale la libreria e la sala studio al fine di evidenziare ancor più l’esigenza di dare risposte alla domanda e alla diffusione della cultura che il mondo giovanile sollecita e che questa amministrazione ha da tempo posto al centro della sua azione.
Da parte nostra -assicura il sindaco- c’è l’impegno massimo per corrispondere alla soluzione dei problemi di grave disagio sociale sollevati da ‘Casa Pound’.
da Ego
Casapound Latina
Hanno soprannomi che evocano simpatia ma anche forza e azione, come “Giorgione”, “Trichecco” (due “c”), “Spartaco”, “Cingue”, “Mingo”, “Il fantasma”, “Il bello”, “Maso”. Sono i ragazzi di Casapound, che nelle prime ore della mattina del 29 dicembre 2006 hanno occupato lo stabile in cui aveva sede la direzione dell’Enel, in piazza Santa Maria Goretti a Latina, abbandonato e in stato di degrado da sette anni. È una forma di lotta attiva e pratica contro due forme di disagio sociale: da un lato la sproporzione tra il costo degli affitti e i bassi redditi della maggioranza dei nuclei familiari, dei single e dei giovani (dovuti soprattutto al fenomeno del precariato lavorativo) e dall’altro la mancanza di una struttura aggregativa per i giovani nel quartiere che ruota intorno alla piazza. Un’azione estremamente pacifica e concreta: nell’arco di poche ore decine e decine di giovani hanno ripulito la palazzina, raccogliendo quintali di spazzatura ed immondizia, che andava da escrementi di piccioni (ormai padroni incontrastati dell’edificio) a evidenti e pericolosi segni di tossicodipendenza. Dopo una totale bonifica, ecco l’azione di aiuto e sostegno: subito le porte sono state aperte a sette famiglie disagiate senza un tetto sulla testa. Casapound, attiva già da anni a Roma, trae il suo nome dal poeta Ezra Pound, che nella sua filosofia rivendicava a centralità dell’homo faber, visto come vittima del capitalismo finanziario, esemplificato in ciò che egli definiva “usura”.
Le reazioni non sono mancate da subito: Casapound ha ricevuto le visite di esponenti politici di entrambi gli schieramenti, ottenendo non solo solidarietà, ma anche promesse di impegno. Il vice presidente dell’Ater, Enrico Forte, ha parlato della possibilità di acquisto dell’immobile (che l’Enel aveva posto in vendita) da parte dell’Ente, mentre l’assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Latina, Fabio Bianchi, ha messo in campo un concreto impegno a destinarlo ad attività di aggregazione per i giovani, una volta che ne sia possibile l’acquisto. Una convergenza di impegni, tra Ater e Provincia, per l’acquisto e la successiva gestione, ma soprattutto di solidarietà, scaturita in primis proprio dal quartiere: sono i cittadini per primi che sostengono Casapound, ognuno secondo le proprie possibilità: dal bar che offre i caffè al negozio di pasta all’uovo (il cui titolare sottolinea come tutto il quartiere valuti positivamente il lavoro dei ragazzi di Casapound) che offre i propri prodotti per far mangiare non solo i ragazzi che occupano, ma anche le famiglie ospitate. Intanto, all’interno della casa, ad un mese dall’occupazione, l’attività ferve sempre di più e non mancano i progetti per il futuro: nelle quattro stanze per ognuno dei tre piani sovrastanti sono stati attrezzati appartamenti dove far dormire le famiglie disagiate (Francesco Osanna, portavoce di Casapound Latina precisa che hanno ben 41 richieste in lista d’attesa), mentre il piano terra vede pronte sale lettura e sale riunioni. In queste ultime avverranno anche sedute con lo psicologo, organizzate dalla cooperativa “Il Gabbiano” per ragazzi con problematiche sociali e riunioni della Protezione Civile. Ferree le regole della casa, non solo in relazione a pulizia, igiene ed ordine (tutti devono partecipare), ma soprattutto alla droga, severamente vietata.
L’occupazione si auto finanzia; in primis con la mensa: chi mangia in Casapound mette 2 euro per il pranzo o per la cena più 1 euro per la birra. Ma l’iniziativa forse più interessante da questo punto di vista è la creazione, al piano terra, della libreria “Arcadia” (dal nome della nave spaziale di Capitan Harlock, celeberrimo cartone animato giapponese della fine degli anni ’70, in cui un pirata solitario vagava per gli spazi siderali aiutando i popoli in difficoltà). La libreria, definita “non conforme”, raccoglie ogni genere di testi sulla giustizia sociale, la geopolitica, l’economia internazionale, la comunicazione, la storia, la letteratura, la poesia, la natura; in vendita anche gadget come magliette e felpe. «Appena abbiamo aperto – precisa ancora Francesco Osanna – il nostro primo cliente è stato Enrico Forte». L’autofinanziamento è finalizzato soprattutto alle iniziative di solidarietà: con i proventi del concerto organizzato per Capodanno, Casapound ha comprato due televisori, donati il primo al reparto di pediatria dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina e il secondo ad una casa famiglia. In occasione della Befana si è invece tenuta la festa per i bambini e l’iniziativa “Porta un giocattolo”, raccolta destinata ai fanciulli meno fortunati. In programma nelle prossime settimane anche convegni e presentazioni di libri, come “La fiamma e la celtica” di Nicola Rao, il prossimo 2 febbraio.
da Parvapolis.it
Latina. I ragazzi di Casa Pound occupano un edificio abbandonato, in centro. E si beccano gli applausi di tutti, pure dalla sinistra
L’Associazione Casa Pound Latina rende noto che l’occupazione avvenuta il giorno 29.12.2006 ha come scopo obiettivi esclusivamente sociali fuori da ogni schema partitico. Casa Pound inizierà da subito le proprie battaglie annunciate in precedenza con il volantino di presentazione distribuito giorni fa. La Comunità Sociale ha provveduto a bonificare lo stabile tenuto vuoto ed in balìa del degrado da oltre 7 anni. Nel corso di questa mattina hanno portato la propria solidarietà a Casa Pound Latina i consiglieri Provinciali Renzo Scalco e Maurizio Lucci, lasciando un documento all’Associazione in cui prendono impegno formale di proporre un’istanza di sostegno al Progetto nel prossimo Consiglio Provinciale. A seguire, l’Associazione ha ricevuto anche la solidarietà del vice presidente della Provincia, nonché consigliere comunale Salvatore De Monaco, il quale ha espresso la volontà di proporre l’acquisto dello stabile occupato da parte del Comune, al fine di destinarlo agli scopi sociali dell’Associazione Casa Pound Latina, elevandolo da buco nero nel centro cittadino a Centro Organizzativo e propriamente organizzato di tutte le attività sociali di cui Casa Pound Latina si sente promotrice. Il vice presidente De Monaco ha inoltre ringraziato i ragazzi di Casa Pound Latina per l’impegno nel lavoro svoto nella bonifica ambientale dello stabile.
Ma gli applausi per Casa Pound sono arrivati anche, forse un po' a sorpresa, anche dalla sinistra. «Malgrado le profonde differenze culturali e politiche tra me e gli occupanti di Casa Pound, non ho problemi ad affermare che la loro iniziativa assume un alto valore sociale, soprattutto nella città di Latina», ha dichiarato Giorgio De Marchis, consigliere comunale dei Democratici di Sinistra.
da Parvapolis.it
Latina. Casa Pound. Continua l' "occupazione" dei ragazzi di estrema destra. E continuano ad arrivare appoggi e dichiarazioni...
Lo scorso fine settimana si è tenuta una tavola rotonda all’interno della palazzina occupata Casa Pound. Il dibattito si è svolto tra gli occupanti e la rappresentanza politica dei partiti partecipanti negli enti locali. La partecipazione piena anche da parte di alcuni cittadini del quartiere Santa Maria Goretti, dopo l’intervento degli occupanti, sono intervenuti Enrico Forte vicepresidente dell'ATER, Bruno Creo consigliere provinciale di An, Fabio Bianchi assessore provinciale ai servizi sociali, Giorgio De Marchis consigliere comunale dei DS, Cesare Bruni consigliere comunale di AN, Carlo Battaglia responsabile di Nuova Alleanza, Dario Campagna Presidente della cooperativa sociale il Gabbiano. Sono arrivate le telefonate di Salvatore De Monaco, Maurizio Guercio, Fabrizio Cirilli che continuano a dare la piena solidarietà ma per impegni istituzionali non potevano essere presenti . Enrico Forte Vice Presidente dell’Ater ha dichiarato di voler entrare in trattativa con i proprietari dello stabile, e far continuare una volta acquisito le iniziative sociali dell’Associazione Casa Pound Latina adibendo i piani superiori a alloggi temporanei per i senza fissa dimora o per chi a breve deve entrare in case Ater. Continuando il discorso Enrico Forte esprime la solidarietà assoluta all’Associazione Casa Pound Latina, fissando già per l’inizio della prossima settimana un tavolo di collaborazione per seguire anche gli occupanti che abitano nello stabile. Inoltre ha spiegato che l’ATER a breve inaugurerà quarantacinque alloggi per far smaltire anche le liste sociali per le Case Popolari del Comune di Latina. Giorgio De Marchis Capogruppo DS al Comune di Latina applaude i ragazzi ringraziandoli di essere portatori di una causa giusta, dichiarando di mettersi in prima linea per far rimanere in vita Casa Pound Latina, e che la lotta al disagio giovanile, e l’emergenza abitativa è una lotta nobile che non deve avere colore politico e che Casa Pound Latina deve essere sorretta da tutta la cittadinanza rimbeccando anche i ragazzi della sinistra giovanile, dicendo che una volta i centri sociali erano di sinistra ora con il vostro coraggio, che manca a qualcuno, anche di destra. Ma qui non si parla né di destra né di sinistra ma si parla di un caso sociale che i ragazzi di Casa Pound Latina sono riusciti ad accattivare l’amicizia di tutte le fazioni politiche. Mi farò portavoce all’interno del Comune di Latina. Bruno Creo Consigliere Comunale e Provinciale di Alleanza Nazionale dichiara che nel prossimo Consiglio Provinciale verrà messo nell’ODG un punto dedicato all’occupazione di Casa Pound Latina per dare solidarietà agli occupanti, ha sottolineato che le domande per le Case Popolari superano la media e che il Comune di Latina non riesce a smaltire la graduatoria sociale che è intasata da anni. Cesare Bruni Consigliere Comunale di Alleanza Nazionale ha dichiarato che la struttura deve essere acquisita dal Comune di Latina in un protocollo con Ater e Provincia di Latina perché lo stabile abbandonato da ben sette anni dall’Enel diventi una risorsa per la cittadinanza e non resti un buco nero nel centro cittadino, e che i ragazzi di Casa Pound Latina continuino a gestire gli spazi sociali interni allo stabile creati dall’associazione stessa, mentre l’Ater adibirà i piani superiori a alloggi temporanei per i disagiati e senza fissa dimora. Sottolineando anche che l’unico metodo per prevenire l’emergenza abitativa è appoggiare il Mutuo Sociale, o creare dei bacini economici per i non adempienti ai mutui , tipo lavoratori a contratti atipici e pensionati – senza reddito. Carlo Battaglia Responsabile di Nuova Alleanza ha dichiarato che da venti anni a Latina non si vedeva un movimento che portasse al centro della città i problemi del vero disagio sociale come l’emergenza abitativa e l’emarginazione giovanile, ma soprattutto sottolinea che i ragazzi di Casa Pound mettono nel loro sociale un grande apporto culturale come la libreria e la sala studio – lettura all’interno dell’occupazione. Fabio Bianchi Assessore Cultura e Servizi Sociali della Provincia di Latina ha dichiarato che non bisogna lasciar sola l’Associazione Casa Pound di Latina, e far evitare lo sgombro dal palazzo dell’Enel dichiarando che lui può partecipare con un protocollo d’intesa con Ater per la compra vendita del palazzo in questione. Dario Campagna Presidente della Cooperativa sociale il Gabbiano ha dichiarato che metteranno a disposizione il centro d’ascolto della cooperativa effettuando il servizio nello stabile due giorni a settimana. Intanto l’Associazione continua la sua occupazione ieri è avvenuta la consegna dei giocattoli alla Casa Famiglia di Pontinia Vides Pontiredi e alla Cooperativa sociale il Quadrifoglio di Sezze. Oggi è stata inagurata la libreria “Orientamenti” vendendo il primo libro ad Enrico Forte dei Ds durante la visita di solidarietà. La libreria sarà aperta dalle 10 alle 12 dalle 16 alle 20 e al suo interno è stata situata una sala studio ed una biblioteca. La Protezione Civile intanto ha richiesto una stanza per svolgere le sue riunioni ed adibirla a stazione operativa.
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