CHI SIAMO

COMUNICATI

FOTO

VIDEO

ARTICOLI

ARCHIVIO

CONTATTACI

Comune e Provincia comprano Casapound

 

Diritto alla proprietà della casa per ogni italiano, questo è stato lo slogan che ha accompagnato la nostra occupazione, una frase che abbiamo tramutato in concretezza  con l’ospitalità all’interno del palazzo di tantissime persone in emergenza abitativa.
Casapound ha creato all’interno dell’ex palazzo dell’enel un punto di aggregazione giovanile dando vita al suo interno ad una biblioteca, ad una libreria, ad una sala convegni, ad un pub gestito dai giovanissimi, ad una webradio e molte altre attività socio culturali, in più ospita da oltre un anno il gruppo della Protezione Civile GSP della Regione Lazio.
Dopo due anni di occupazione, dopo due anni di tentati sgomberi è arrivata finalmente la notizia che aspettavamo da tanto tempo, Comune e Provincia hanno acquistato lo stabile di Viale XVIII Dicembre.. 
Una notizia che ci ha colti di sorpresa e che ripaga il duro lavoro svolto in questi anni per alleviare i disagi di moltissimi cittadini di Latina.
Un primo passo da parte degli amministratori pubblici è stato fatto ma adesso aspettiamo la completa ufficializzazione dell’acquisto per poter dar vita a tutti quei progetti che la precarietà della situazione non ci ha permesso di realizzare.
L’occupazione di Casapound è nata come soluzione ad un disagio diffuso e  non vuole divenire in alcun modo promotrice dell’illegalità, come qualcuno ha faziosamente fatto notare, ma sensibilizzare chi di dovere a prendersi carico e a dare delle risposte concrete alle problematiche che affliggono la nostra città.

"Non ci sarà mai lo sgombero di Casapound, anzi da oggi in poi chi a Latina occupa uno stabile potrà sperare nello stesso trattamento avuto dall’organizzazione di destra che due anni fa è entrata nello stabile dell’Enel. Vale a dire l’acquisizione «per fini sociali» da parte di Comune e Provincia. Un protocollo d’intesa è stato firmato nei giorni scorsi, la cifra dell’operazione è ancora da stabilire, in futuro per la gestione dello spazio - nel frattempo adibito anche a ricovero per dei senza casa - sarà pubblicato un bando. Intanto resta tutto così. «Abbiamo evitato lo sgombero che avrebbe comportato problemi - spiega l’assessore provinciale Fabio Bianchi - anche per le famiglie che vivono lì». A dicembre hanno festeggiato due anni. Due anni di occupazione di uno stabile in pieno centro cittadino, di proprietà dell’Enel, di cui nessuno si era più curato. I militanti di destra di Casapound, dopo aver ricevuto il benestare e tanto di attestati di solidarietà e sostegno da amministratori di destra e di sinistra, hanno appeso il tricolore alle finestre e lo hanno reso il loro quartier generale politico, tirandolo a lucido, creando una personale biblioteca, spazi ricreativi e anche camere per dormire ed ospitare famiglie senza alloggio. E salvandosi da ben tre minacce di sgombero, in realtà mai concretizzate, da parte dell’ente proprietario dell’edificio. L’ultima, un mese fa, è stata di nuovo evitata in extremis grazie all’intervento di Comune e Provincia e alle trattative in corso tra le due amministrazioni e l’Enel. La novità è che l’ipotesi di procedere allo sgombero di un’occupazione abusiva dello stabile sembra ormai definitivamente tramontata. Sostituita da un intervento messo in campo dal sindaco e dal presidente della Provincia per l’acquisizione dell’edificio, da destinare, come espressamente indicato, a fini socio culturali e assistenziali. L’intera operazione è suggellata da un protocollo d’intesa fresco di stampa e già siglato dalle due amministrazioni e dall’Enel: la palazzina di viale XVIII dicembre sarà acquistata e la sua proprietà passerà poi al Comune che la destinerà, secondo criteri e modalità da definire, ai fini indicati nel protocollo. Quanto costerà l’operazione è ancora da stabilire, sarà certo una cifra importante, ma per la gestione futura la strada da seguire, come spiega l’assessore ai Servizi sociali della Provincia Fabio Bianchi, sarà con ogni probabilità quella di un bando pubblico rivolto ad associazioni ed enti in grado di gestire la struttura. E rivolto anche agli occupanti di Casapound, che al pari di altri organismi sociali, potranno partecipare e presentare domanda e progetti, ma nelle more della preparazione del bando e dell’iter procedurale che ne segue tutto resta esattamente com’è adesso e il gruppo potrà proseguire la sua attività.
Nell’ipotesi poi di un frazionamento dello stabile, che apre la strada a una gestione multifunzionale di questo centro sociale, non è detto che i militanti di Casapound, «che hanno dato la loro adesione alle finalità stabilite dal Comune», siano mai costretti a fare la valige. E per sgomberare il campo dal rischio concreto di creare un pericoloso precedente, le istituzioni la spiegano così: «Abbiamo evitato – dice Fabio Bianchi – uno sgombero che non sarebbe stato pacifico e che avrebbe per di più comportato la necessità di contenere il disagio delle famiglie senza casa ospitate nella struttura». Resta il fatto che da questo momento in poi chi occupa uno stabile può almeno sperare nello stesso trattamento.
Intanto le attività politiche del gruppo proseguono a pieno ritmo. Questo pomeriggio alle 18, nella sede, è prevista la presentazione del dossier sugli scontri del 29 ottobre scorso di Piazza Navona: “Comunisti all’assalto di un sogno generazionale”."

Il Messaggero


29.01.2009